Spettacoli
14 Gennaio 2019
Ferrara Off riparte dal tutto esaurito di “Signorina, lei è un maschio o una femmina?” di Gloria Giacopini e Giulietta Vacis

Si fa presto a dire donna

di Redazione | 3 min

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“Mi trovavo in centro a Ferrara, ero seduta su un gradino e facevo le parole crociate. È un po’ desueto lo so, gli altri stanno su istagram, io faccio le parole crociate… Mi rilassa, che ci posso fare? Passa un signore di mezza età, uno a modo, mi guarda, si ferma, scende dalla bici e mi fa: “Signorina, lei è un maschio o una femmina?” A 31 anni ce l’avevo fatta: mi ha chiamata signorina!”

Trovare sempre il lato positivo e cercare di non preoccuparsi di rientrare in determinate etichette: una sana dose di autoironia. Ecco qual è il segreto di Gloria Giacopini, bravissima e istrionica attrice diplomata alla Paolo Grassi, tornata sabato sera 12 gennaio sulle tavole dello spazio teatrale di Ferrara Off – dopo “Sogliole a piacere” del novembre 2017 – registrando il tutto esaurito.

“Signorina, lei è un maschio o una femmina?” è, infatti, il titolo di un divertente pezzo di cabaret scritto con Giulietta Vacis e che si adatta perfettamente allo spazio di viale Alfonso I d’Este, dove le due artiste stanno svolgendo una residenza artistica. Quando hanno chiesto loro di scrivere un testo contro la violenza sulle donne, Giacopini e Vacis hanno preferito indagare sul perché parliamo di violenza di genere e non di violenza in generale: “Io fatico a scrivere partendo da un tema, parto da storie che mi riguardano, ma poi non so trarne messaggi, per questo la collaborazione con Giulietta è stata fondamentale”, ha raccontato Gloria al pubblico nel consueto incontro al termine dello spettacolo. “Ci siamo domandate cosa significhi essere e/o sentirsi una donna oggi, cosa definisce oggi una donna e per cosa si è riconosciute come tali, e siamo arrivate alla conclusione che forse ci sono troppe etichette e classificazioni dentro le quali incasellare persone e situazioni”, ha aggiunto Giulietta. “Sono una signorina a cui piacciono certe cose da maschi”, che c’è di strano?

Fra grembiuli rosa, blu e verdi, foto di classe e compagni crudeli o possessivi, suore maniache dell’ordine e madri sull’orlo di una crisi di nervi, Gloria racconta e interpreta episodi e vicende che mettono in ridicolo quelle etichette, mentre il pubblico non smette di ridere. Il tutto è intervallato dalle pubblicità televisive che hanno accompagnato chiunque sia cresciuto negli anni Novanta: soluzione registica molto intelligente per creare un effetto di straniamento e portare sotto i riflettori gli stereotipi e i condizionamenti cui tutti siamo stati sottoposti.

“Signorina lei è un maschio o una femmina?” è uno spettacolo spiritoso e intelligente, uno strumento per indagare con ironia e leggerezza la delicata tematica del percorso di costruzione della propria identità che ciascuno di noi affronta e, sembrano volerci dire Giacopini e Vacis, diventa più semplice e più divertente se lungo la strada ci si prende un po’ in giro.

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