Cronaca
17 Ottobre 2018
Viktor Markin era stato fermato e sanzionato nel gennaio 2017 a Ostellato, ma la procura richiese l'archiviazione già in fase di indagine

Coltelli nel cruscotto, ma per affettare il prosciutto: camionista assolto dopo un anno e mezzo

di Ruggero Veronese | 2 min

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“Abbiamo risolto dopo un anno e mezzo qualcosa che si poteva chiarire in cinque minuti”. L’avvocato Filippo Sabbatani si mostra allo stesso tempo soddisfatto e per certi versi rassegnato dopo aver ‘incassato’ l’assoluzione per il proprio cliente, Viktor Markin, il camionista ucraino fermato a Ostellato dai carabinieri nel gennaio 2017 e trovato in possesso di due coltelli. Soddisfatto, ovviamente, per l’esito del processo. Rassegnato perché “parliamo di un processo che non si sarebbe nemmeno dovuto celebrare: anche la procura aveva chiesto l’assoluzione ma il gup ha disposto un’imputazione coattiva”.

La questione insomma, più che con il caso di Markin in sé, ha a che fare con i tempi della giustizia e il continuo accavallarsi di cause e processi trascurabili nei tribunali. In questo caso l’imputato era stato fermato dai carabinieri mentre passava per Ostellato, e nel suo camion erano presenti diverse merci non dichiarate che gli sono valse una sanzione amministrativa. Ma da quel controllo è partita anche un’inchiesta penale per porto illegittimo di armi improprie. Il camionista infatti aveva un lungo coltello da cucina nel cruscotto e un coltello a serramanico in uno zaino all’interno dell’abitacolo.

Nulla di insolito secondo il camionista, che si è giustificato affermando che il coltello da cucina gli serve per tagliare fette di carne, pane e affettati durante i pasti nei suoi lunghi viaggi. Una versione accolta dalla procura di Ferrara, che infatti un anno fa chiese di archiviare il caso per la “tenuità del fatto”. Ma il gup Silvia Marini ha voluto andare a fondo della questione e ha richiesto alla procura di formulare un’imputazione coattiva, rinviando Markin a giudizio, anche in virtù delle sue merci irregolari che dimostravano secondo il gup “la sua propensione al mancato rispetto delle regole”.

Il caso si è comunque risolto in una completa assoluzione del camionista, difeso d’ufficio da Sabbatani che ha ribadito l’uso meramente ‘culinario’ del coltello nell’abitacolo, mentre anche la procura non ha formulato alcuna richiesta di condanna e proposto l’assoluzione di Markin, accolta dal tribunale. Che può continuare ad affettare salame e prosciutto senza paura di macchiarsi la fedina penale.

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