Quattro milioni per salvare il Grattacielo
Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo
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Confronto tra gli abitanti e il dg Sandro Mazzatorta: "La Prefettura ha convocato un tavolo per l'emergenza abitativa"
A illustrare eventuali prospettive legali ai condomini del Grattacielo, durante la riunione straordinaria di ieri, con un intervento in merito alle possibilità di successo dei ricorsi al Tar è stato l'avvocato Gian Luigi Pieraccini, anche lui seduto in platea fra proprietari e delegati
È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi
Il 14 febbraio, alle ore 18, al Santuario del Crocefisso di via Giuseppe Fabbri 414, monsignor Marino Vincenzi celebrerà una messa in memoria di monsignor Umberto Poli, nel decimo anniversario della sua scomparsa
di Lucia Bianchini
Un picnic per l’Europa al parco Massari, organizzato sabato 6 ottobre nell’ambito del festival Internazionale, per ricordare il picnic di Sopron del 9 agosto 1989 quando sulla frontiera tra Austria e Ungheria si riunirono i cittadini dei due Paesi per cercare di chiedere l’apertura delle frontiere, che ottennero. Iniziava così a cadere la cortina di ferro.
“Oggi facciamo un picnic come fecero allora, siamo coscienti che non cambieremo la storia, ma è tempo di agire, di mobilitarsi. Non dobbiamo sottovalutare ciò che sta succedendo in Polonia ed Ungheria, paesi in cui l’accoglienza civile e gli equilibri democratici sono già seriamente messi in discussione” ha spiegato Eric Jozsef. “Molti altri governi operano per disgregare l’Unione Europea, ma come diceva Holderlin ‘là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva’, e a salvare l’Europa sarà affermare il sentimento di essere europei”.
Andrea Pipino ha poi sottolineato come non si possano ‘buttare al vento’ i 60 anni di pace e democrazia che l’Europa ha creato: “Non possiamo accettare che il ciclo della storia europea sia finito: possiamo e dobbiamo essere critici verso le istituzioni, le politiche europee, l’incapacità di far fronte all’enorme problema dell’immigrazione. La prospettiva deve essere di integrazione, non solo economica, anche se abbiamo idee diverse. L’Ungheria è uno degli esempi di come il successo elettorale manipolato ad arte possa creare situazioni in cui la democrazia rischia di scomparire”.
Gabor Horvat ha poi raccontato nello specifico la situazione ungherese, dove Viktor Orban solo 8 anni fa ha ottenuto la maggioranza. “Il governo ha occupato i mezzi di comunicazione, acquistato televisioni, banche, aziende di costruzioni, funziona come una grande organizzazione mafiosa. Chi critica è tacciato di essere traditore della patria”. Horvat chiede a tutti che nessun Orban, Salvini, Le Pen ci dica come pensare, come ballare, chi amare, come vivere le nostre vite.
Della Polonia ha invece parlato Martha Lempart, attivista, che ha sostenuto l’importanza, per questi Paesi ‘corrosi dai populismi’, come lei stessa li ha definiti, di far capire che il Paese non è il Governo, ma sono i cittadini: “Siamo scesi in strada in difesa dei diritti delle donne, dell’indipendenza della magistratura e dei diritti sociali”, racconta.
“In Italia, a differenza delle destre degli altri Paesi, c’è un movimento che ha dirottato molte delle istanze dei cittadini in un progetto di populismo autoritario- ha affermato Jacopo Iacoboni, giornalista de ‘La Stampa’- Salvini è una cosa facile da capire, il Movimento cinque stelle invece è difficile perché è neutro, è cangiante e nasce in un modo e viene utilizzato in un altro”.
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