Terrorizzata dal figlio, chiama la Polizia
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla sala operativa della Questura, con la segnalazione di una violenta aggressione in ambito domestico
Da oggi, sabato 6 giugno, non si hanno più notizie di lei. Jessica Perorelli, nata a Ferrara, è scomparsa e non ha più dato notizie di sé. La Prefettura ha attivato il piano per la ricerca delle persone scomparse
È stata una serata di musica, emozioni e partecipazione senza particolari criticità quella di giovedì 5 giugno per il concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano. Una festa per i primi 60mila filata via con un bilancio positivo sul fronte dell'ordine pubblico e della sicurezza, oltre che della gestione complessiva dell'afflusso di pubblico
A finire indagati erano stati il portavoce di Ferrara per la Palestina e un altro attivista. Dopo le relative indagini, il pm aveva chiesto l'archiviazione del procedimento per tenuità del fatto
Arresto convalidato e misura cautelare degli arresti domiciliari per il 29enne di nazionalità marocchina che, nella nottata tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno, intorno alle 3, era finito in manette con l'accusa di resistenza e lesioni personali dopo il folle inseguimento nella zona est di Ferrara

Pier Paolo Minguzzi
Verrà riesumata la salma di Pier Paolo Minguzzi, il 21enne di Alfonsine sequestrato e ucciso il 21 aprile 1987 mentre era tornato in licenza dal suo periodo di leva nei pressi di Mesola. Martedì verrà conferito l’incarico al medico legale della Procura chiamato a fare una nuova autopsia.
La speranza degli inquirenti è che attraverso le moderne tecniche il corpo del carabiniere possa rivelare qualcosa sui suoi assassini. A finire nel mirino degli inquirenti sono due ex carabinieri e un idraulico, che alla fine degli anni ’80 furono condannati anche per un altro tentativo di estorsione nella zona nel quale la famiglia Contarini ricevette la stessa richiesta economica giunta alla famiglia Minguzzi: 300 milioni di lire. I tre furono arrestati al termine di una sparatoria in cui perse la vita un carabiniere in servizio.
A inchiodare i tre, a 31 anni di distanza dalla morte del 21enne di Alfonsine, potrebbe essere l’evoluzione teconologica nelle tecniche di analisi del dna: l’ipotesi degli inquirenti è che oggi sia possibile trovare tracce del loro dna sulla salma di Minguzzi.
Il giovane era di stanza a Mesola durante il suo periodo di leva, e il 18 aprile tornò ad Alfonsine in licenza per trascorrere la Pasqua con la famiglia. Dopo aver trascorso il giorno successivo al mare e a Imola con la fidanzata la riaccompagnò a casa, e da quel momento si persero le sue tracce. Durante la notte la famiglia, preoccupata dal non vederlo chiamare, allertò i carabinieri. La Golf rossa di Minguzzi fu trovata parcheggiata nel centro di Alfonsine con le chiavi attaccate al cruscotto e il sedile più vicino del solito al volante: segno che a guidare fin lì non era stato il ragazzo, di corporatura piuttosto massiccia, ma una persona più minuta. Il giorno successivo uno dei rapitori, dall’accento siciliano, telefonò alla famiglia chiedendo un riscatto da 300 milioni di lire, ma senza fornire alcuna prova che il giovane fosse ancora vivo.
Mentre procedevano le trattative con i sequestratori il cadavere di Minguzzi fu ritrovato nei pressi di Codigoro, avvistato il primo maggio da un gruppo di canoisti nel Po di Volano. Attorno al collo aveva la corda con cui era stato strozzato. Dalle analisi risultò che la morte era avvenuta nelle prime ore, forse la notte stessa del rapimento. Una delle ipotesi fu che il ragazzo, sportivo e robusto, potesse essersi ribellato fino ad avere quasi la meglio sui rapitori, che a quel punto lo avrebbero ucciso. Le indagini portarono anche all’individuazione del luogo dell’omicidio: una stalla abbandonata a Vaccolino. I carabinieri e la famiglia non diedero immediatamente l’annuncio del tragico epilogo, nella speranza di essere nuovamente contattati dai sequestratori, ma non ci furono altre telefonate.
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