Politica
17 Giugno 2018
Lo sfogo del segretario generale della Cgil Cristiano Zagatti dopo la Conferenza territoriale socio sanitaria

Trasporto di emergenza-urgenza al volontariato. «Paradossale che i sindaci non intervengano»

di Daniele Oppo | 3 min

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Cristiano Zagatti

Altro che dettare la linea ai sindaci sulle scelte sanitarie, il sindacato vorrebbe prima almeno riuscire a confrontarsi con loro. Ha inevitabili strascichi polemici la Conferenza territoriale socio sanitaria di venerdì, dopo le parole del presidente Nicola Rossi, sindaco di Copparo, che alla presenza del segretario generale della Cgil ha detto che «i sindaci non devono essere eterodiretti dai sindacati».

Tutto nasce dall’insoddisfazione degli stessi sindacati per l’assenza dall’ordine del giorno della spinosa questione dell’affidamento del trasporto di emergenza-urgenza al volontariato dal valore di 1,7 milioni di euro: «Dal presidente avevamo avuto rassicurazioni non richieste sul fatto che l’ordine del giorno sarebbe stato integrato dalla discussione sulla volontà di attribuzione del trasporto di emergenza-urgenza al volontariato», afferma Zagatti, che si è ritrovato a dover udire poche parole tra le varie e le eventuali, perlopiù polemiche. «Noi siamo abituati a dare il nostro contributo in un contesto di correttezza e serietà», rimarca Zagatti che sul tema chiede invece un confronto con i sindaci: «Vogliamo capire quale sarà la qualità del servizio: se non ne parliamo non conosciamo neppure la dimensione – afferma il segretario Cgil -. Poi vorremo capire quanti operatori saranno coinvolti, quanti posti di lavoro servono oggi e quanti ne serviranno domani».

Il tema, come già accadde qualche anno fa al momento di prendere una decisione simile a discapito della Cidas, è capire se affidare un servizio fondamentale al volontariato aprirà varchi all’abbassamento della qualità del lavoro – incluso il lavoro nero – e del servizio. «Non siamo pregiudizialmente contrari al volontariato – sottolinea Zagatti – ma vogliamo confrontarci sul modello organizzativo, sul sistema scelto».

D’altronde se non se ne parla nella Conferenza territoriale socio sanitaria – dove organi di indirizzo e di amministrazione sono seduti gomito a gomito – è difficile capire quali siano gli luoghi più opportuni: «Nessun confronto, eppure al Ctss è il luogo per capire la congruità tra le azioni proposte e gli obiettivi. Io penso che sia un dovere per tutti i sindaci del territorio porsi il problema della comprensione delle cose, è paradossale che nessuno intervenga: parliamo di soldi pubblici».

Un confronto anche per spegnere voci poco lusinghiere: «Si sta alimentando la voce che questa scelta sia funzionale alla gestione del consenso da parte dei sindaci, attraverso la gestione del volontariato. Noi non crediamo a queste malelingue ma nella serietà del profilo istituzionale dei sindaci e vogliamo essere messi nelle condizioni di destrutturare queste voci. Ad oggi, però, non siamo in questa condizione».

Non ci sono solo critiche però: «Abbiamo espresso apprezzamento sui bilanci – spiega Zagatti, che in Conferenza è intervenuto anche a nome degli altri sindacati confederali – così come sulla volontà di lavorare verso l’integrazione tra le due aziende e ponendo l’attenzione sull’assistenza territoriale. Vorremo capire meglio una novità proposta dal direttore dell’Azienda ospedaliera, quella di mettere a disposizione dei posti letto, forse 26, a gestione Ausl a Cona per favorire l’integrazione al momento delle dimissioni. È una proposta che ha delle potenzialità anche per il pronto soccorso».

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