Dubbi sulla correttezza del maxi appalto da quasi 100 milioni di euro totali per l’affidamento del servizio di pubblica illuminazione. Sono quelli esposti da Ilaria Morghen (M5S) in un’interrogazione, basata in toto sulle richieste di chiarimenti inviate da un potenziale partecipante, in cui si chiede all’Amministrazione di fare chiarezza su presunte «carenze e inadeguatezze normative e procedurali nell’emissione del bando in oggetto a cui non è stata data risposta pubblica».
Tra le cose segnalate nella «denuncia» – come definita dalla consigliera pentastellata – c’è un’errata qualificazione dell’appalto, che per il ‘denunciante’ sarebbe un partenariato pubblico privato (Ppp) anziché un appalto di servizi, e che lo induce a individuare delle (presunte) violazioni del Codice degli appalti.
Ma, oltre alle cose più tecniche, si insinua soprattutto che «da sondaggi effettuati, sembrerebbe che il progettista/progettisti di cui al progetto messo a disposizione, coopererebbe e assisterebbe un gruppo francese: “XXXXX” che partecipa alla competizione, creando un ingiusto svantaggio». In un altro punto si sostiene che le condizioni richieste ai partecipanti – come il dover effettuare un «censimento di tutti i punti luce, con anche la marca esistente» – creerebbero «un ingiusto svantaggio, che privilegerebbe l’attuale gestore Hera Luce, nonché violazione dell’art 42 del Codice sul conflitto d’interesse». In un altro passaggio ancora è scritto che «si intravede pertanto un presunto danno erariale», relativamente a degli oneri finanziari per oltre 15 milioni di euro che sarebbero previsti in un capitolato economico.
Richieste di chiarimenti che hanno seguito un inter un po’ strano: dopo essere state inviate ai tecnici responsabili della gara – come previsto dal bando -, secondo quanto risulta, sono state inviate poi via email ai soli consiglieri di opposizione: oltre alla Morghen (che ha inviato la sua interrogazione anche alla Guardia di Finanza e all’Anticorruzione) sulla questione sono intervenuti anche il consigliere Francesco Rendine (Gol) che ha annunciato una richiesta di chiarimenti, e il consigliere Vittorio Anselmi (Fi) che si è limitato a un post su Facebook in cui specifica che «non traggo conclusioni né “sposo” le tesi della Ditta, ma mi pare che ci siano molti elementi per cui “accendere” l’attenzione e la vigilanza (visto il tipo di gara mi sembra il verbo più consono)».
Il perché la ‘denuncia’ (contenuta in due file in pdf) sia stata inviata anche alle opposizioni in Consiglio comunale è forse spiegato dalla telefonata intercorsa tra la persona che ha presentato la richiesta/denuncia – l’ingegner Ruggiero Lerario della società Tecknion Energy Company Srl – e Estense.com. Lerario, che nel suo sito internet si presenta come esperto in materia di project financig (è autore anche di alcune pubblicazioni in materia), coach e «risolutore pitagorico», ha preliminarmente chiesto per quale parte politica pendesse questa testata. Ricevuta una risposta probabilmente soddisfacente, la telefonata dopo alcuni minuti è stata bruscamente terminata, definendo l’interlocutore un «giornalista pericoloso», al momento in cui veniva chiesto di specificare meglio alcune affermazioni da lui fatte sulla questione relativa alla collaborazione tra progettisti e la società francese “XXXXX”, che sarebbe una della partecipanti al bando.
Secondo quanto riferito a Estense.com dal responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Luca Capozzi, la richiesta di chiarimenti da parte di Lerario «è arrivata il 22-23 maggio tramite Pec», ma non è stata ancora analizzata dai tecnici, che la esamineranno a partire da lunedì 28 maggio. Il pdf inviato via mail ai consiglieri comunali riporta invece la data 12 maggio. Sempre Capozzi ha riferito a Estense.com che l’ingegner Lerario si era già interessato alla pubblica illuminazione di Ferrara, prima che uscisse il bando di gara: «Tra marzo e aprile si era offerto di farci da consulente per un project financing», afferma Capozzi. Il project financing è una delle modalità di realizzazione dei contratti di paternariato pubblico-privato, ma per il Comune quello predisposto per l’illuminazione pubblica è una cosa diversa, è un appalto di servizi. Dopo la pubblicazione del bando, Lerario «ha fatto il sopralluogo per una ditta», poi ha inviato le note di denuncia/richiesta informazioni, chiedendo al contempo una proroga dei termini per la partecipazione alla gara, che scade il 5 luglio.
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