Ci può essere ancora vita nel Grattacielo
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Un presidio pubblico è stato annunciato per martedì 3 febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura di Ferrara, dove il Comitato Torri ABC chiederà maggiore attenzione istituzionale per la situazione delle persone sfollate e per le difficoltà legate all'emergenza abitativa in città
È andato dalla compagna, che - dopo il loro sfollamento da una delle torri del Grattacielo di via Felisatti - aveva trovato ospitalità a casa della madre, con l'obiettivo di parlarle. Ma, dopo un inziale confronto, la situazione è degenerata fino a quando lui non ha alzato le mani e l'ha riempita di botte
È stato condannato - in abbreviato - a 5 anni e 7 mesi di reclusione il 59enne Alessandro 'Caso' Casolari, storico esponente del Gruppo d'Azione, finito a processo insieme al 52enne Roberto 'Gildo' Roma, a cui sono stati inflitti - sempre in abbreviato - 6 anni, 3 mesi e 17 giorni di pena, con le iniziali accuse - a vario titolo - di rapina aggravata, sequestro di persona e indebito utilizzo di strumenti di pagamento
Nel mirino finiscono in particolare le scuole di Cento e di Comacchio, dove il piano prevede accorpamenti che porteranno alla nascita di due maxi Istituti comprensivi
Superata la polemica sul ‘costo’ dei sacchetti bio per alimentari, arriva quella – più pratica – sulla possibilità per i consumatori di portarli da casa, che però sembra mettere in grossa difficoltà i negozianti.
«Condividiamo appieno la posizione della nostra Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione a livello nazionale», afferma Mauro Campi, presidente dalla Fida provinciale di Ferrara, che rappresenta non soltanto il piccolo dettaglio tradizionale, ma anche buona parte della distribuzione organizzata in riferimento all’ultima circolare del Ministero della Salute.
Il riferimento è alla possibilità di permettere ai consumatori di portare da casa shopper biocompostabili per l’asporto di alimenti. «La soluzione prospettata dal Ministero – continua la Fida – è avulsa dalla realtà e non tiene minimamente conto delle dinamiche reali che avvengono all’ interno di un esercizio commerciale».
Diverse le ragioni e le difficoltà di ordine pratico ben visibili agli occhi di tutti. «In primo luogo: i sacchetti biocompostabili utilizzati dagli esercizi commerciali – prosegue Campi – sono ceduti ai consumatori sottocosto nella quasi totalità dei casi. Non si capisce quindi dove sarebbe la convenienza dei consumatori, visto che la circolare stessa impone le stesse caratteristiche ai sacchetti portati da casa. Secondo: la stragrande maggioranza dei negozi della media e grande distribuzione ha reparti ortofrutta self service; pertanto non c’è un operatore che potrebbe farsi carico di verificare l’idoneità dei sacchetti. Terzo: anche nel caso in cui i sacchetti fossero idonei, bisognerebbe contraddistinguerli con un simbolo o un’etichetta; diversamente i cassieri, che mai sono le stesse persone che operano nel reparto ortofrutta, non saprebbero come fare a riconoscere i sacchetti portati da casa. Quarto elemento: nelle bilance è stato preimpostato il costo del sacchetto, per cui occorrerebbe stornare manualmente in cassa ogni sacchetto, sempre che si sia risolto il problema di riconoscerli.
Infine ultimo e quinto punto sottolineato da Campi: «C’è il problema della tara, che è rinviato ad un altro Ministero, ma che non è risolvibile, perché, come detto prima, i reparti sono ormai quasi tutti a libero servizio, pertanto è improponibile dover mettere un addetto per assolvere a questo compito. Sosteniamo appieno la disponibilità della Fida nazionale ad un confronto immediato con il Ministero per trovare assieme una soluzione, che sia percorribile e che metta fine a questa ormai cronica incertezza sui sacchetti, con soluzioni che hanno il solo effetto di creare confusione».
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