Politica
30 Aprile 2018
Ennesima interpellanza del consigliere di opposizione per conoscere l'esatta collocazione: "Forniscono il numero di telecamere ma non i numeri civici"

Rendine e il “mistero” delle telecamere di sorveglianza

di Redazione | 2 min

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Nella sua interpellanza aveva chiesto di conoscere in quali vie, numeri civici e supporti fossero state installate le telecamere digitali di “rinforzo” delle aree del centro, della zona Gad e delle vie di accesso alla città già coperte da videosorveglianza. Ma è “la terza volta che a questa richiesta, formulata in termini diversi, non ho mai risposte esaustive”.

Il consigliere di opposizione Francesco Rendine (Gol) annuncia così, nell’ennesima interpellanza sull’argomento, di essere “in procinto di perdere la pazienza”. Questo perché nella risposta scritta dell’assessore Modonesi – che in realtà allega la risposta al quesito fornita dal comandante della Polizia Municipale Laura Trentini – invece dei numeri civici relativi all’installazione delle telecamere vengono forniti i numeri delle telecamere installate in ogni via.

Così si scopre che tra piazzale Stazione, piazza Castellina e corso Piave (nel cuore della Gad) sono presenti sei telecamere, nove in via Cassoli, due in via San Giacomo, via Fortezza, via Nazario Sauro, via della Costituzione, viale Orlando Furioso e sottopasso Stazione, altre due in piazza Trento Trieste e via discorrendo, per un totale di 16 collocazioni, oltre ad altre 20 telecamere distribuite nelle frazioni e nei quartieri cittadini collocate nell’ambito del progetto “controllo di vicinato”. Telecamere che, come precisa la comandante Trentini, sono state installate su vari supporti a seconda dei casi, cioé pali installati appositamente, pali della luce e semaforici, supporti a muro e strutture simili.

Dalla risposta allegata all’interpellanza, come riferisce Rendine nel nuovo documento indirizzato al sindaco Tagliani, è “evidente come il suo assessore o non sa fare a leggere correttamente oppure “al fa l’och pr’an pagar dazi”, in quanto nell’elenco spedito “emerge chiaramente come l’unico numero presente nella risposta sia quello delle apparecchiature presenti nelle vie”.

“Poiché l’assessore nel momento della risposta forse era semi-addormentato e ha confuso il numero civico col numero di apparecchiature – conclude Rendine – sono a riformulare la stessa richiesta”.

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