Cronaca
20 Dicembre 2017
Norbert Feher trasferito nel carcere di massima sicurezza di Saragozza. Da Ferrara parte il mandato di arresto europeo per le rapine

In Spagna ci si chiede se ‘Igor’ non sia stato sottovalutato

di Daniele Oppo | 3 min

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In Spagna come in Italia. Dopo i tre omicidi del 14 dicembre e l’aggressione del 5 con il ferimento di due persone, anche in Spagna ci si chiede se Norbert Feher, alias Igor il russo, non sia stato sottovalutato.

A farlo esplicitamente è l’Uaga, associazione di agricoltori spagnola di cui faceva parte José Luis Iranzo, l’agricoltore ucciso insieme ai due agenti della Guardia Civil. La richiesta è quella di un’indagine per valutare eventuali negligenze da parte della catena di comando di fronte all’aggressione del 5 dicembre, quando ‘Igor’ sparò e ferì gravemente due vicini di casa ad Albalate del Arzobispo.

A riportarlo è il quotidiano locale Heraldo de Aragona che spiega come l’Uaga non metta in discussione l’operato delle guardie civili “che eseguono gli ordini” ma di chi quegli ordini li ha impartiti per i fatti precedenti al 14 dicembre, il giorno del triplice omicidio.

“Nessuno ha segnalato il rischio? Non ci sono persone specializzate nel pensare alla sicurezza e capire che non era solo un ladro? Nessun agente specializzato?”, sono le domande che fa José Manuel Penella, il segretario generale dell’associazione. “Dopo aver sparato a due cittadini, qualcuno avrebbe dovuto pensare che fosse più di un ladro di mandorle, di attrezzi o di gasolio”.

Quesiti che, pur in un contesto diverso, non suonano troppo dissimili da quelli avanzati dalla famiglia di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa da Igor nel Mezzano dopo l’assassinio del barista Davide Fabbri a Budrio.

Feher nel frattempo è stato trasferito martedì dalla prigione di Teruel, dove è stato portato domenica pomeriggio, al carcere di massima sicurezza di Zuera, a Saragozza.

E da Ferrara è intanto partito il mandato di arresto europeo predisposto dalla procura e dai carabinieri per quanto riguarda le rapine e il sequestro di persona, reati commessi nell’estate 2015 insieme a Ivan Pajdek e Patrik Ruszo (già condannati) e per i quali è a processo davanti ai giudici estensi.

Alcuni media iberici dicono che in Spagna ‘Igor’ avrebbe usato una delle sue 18 identità, quella più vicina alla realtà:  Ezeguiel Norbert Feher, nato in Serbia nel 1981. Tra gli oggetti rubati prima di fuggire, sarebbero stati ritrovati anche il portafogli con i documenti e il tesserino identificativo di uno degli agenti uccisi. Questo alimenta l’ipotesi che avesse l’intenzione – o quantomeno l’idea – di spacciarsi per un poliziotto.

Nonostante lui abbia affermato di aver soggiornato per qualche tempo a Velencia – che era una delle zone ‘papabili’ – una pista investigativa riguarda il suo arrivo in Spagna – via Francia – tramite un pullman di pellegrini, la sua copertura per lasciare l’Italia.

Ma gli inquirenti, come si sa, lo cercavano anche in altri Paesi europei, come l’Austria, dove – secondo quanto riporta il Corriere di Bologna – un suo parente si sarebbe recato dopo aver ricevuto un messaggio su WhatsApp da una scheda austriaca anonima.

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