Residenzialità storica. “Scontro” tra Comune e Corte Costituzionale
L'assessora Cristina Coletti parla di "un pronunciamento che esula dalla realtà dei fatti e ignora completamente il contesto sociale in cui vivono i cittadini"
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Intervento del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Ferrara con cui riconosce nel tavolo in Prefettura "l'iniziativa più importante e significativa di queste ultime due settimane"
«Desidero ringraziare Fabrizio Toselli e tutto il direttivo provinciale di Forza Italia per l’accoglienza ricevuta e per il clima di grande disponibilità e collaborazione che ho trovato fin dal primo incontro». Lo dichiara Davide Bergamini, parlamentare di Forza Italia
Si è tenuto ieri in piazza a Ferrara, organizzato da Gioventù nazionale di Fratelli d’Italia, un flash mob di solidarietà alle Forze dell’Ordine. Presenti anche il deputato di Fratelli d'Italia Mauro Malaguti e l’assessora compagna di partito Chiara Scaramagli
Perché l'amministrazione ha sconfessato pubblicamente gli impegni presi durante il Consiglio comunale del 26 gennaio su riconoscimento dello 'stato di emergenza' al Grattacielo? È questo il senso del question time protocollato da Davide Nanni (Pd)

(foto tratta dal profilo Facebook dell’associazione Nuova Terraviva)
Una richiesta giudicata incomprensibile: demolire tutti i manufatti costruiti dall’associazione Nuova Terraviva nell’area della cosiddetta “campagna in città” (quattro ettari tra via delle Vigne, le mura degli Angeli e la Certosa) che la stessa associazione dovrà lasciare in quanto giunta a scadenza la concessione.
Contro questa richiesta avanzata dall’assessorato al Patrimonio si scaglia la coordinatrice di Forza Italia e vice presidente della Commissione Pari Opportunità, Paola Peruffo, secondo la quale “a venire demolito è soprattutto il buon senso”. Perché se è vero che l’associazione Nuova Terraviva deve lasciare l’area, trattandosi di concessione scaduta, è altrettanto vero che partecipando al nuovo bando potrebbe risultare nuovamente assegnataria del terreno. E continuare, con i suoi 300 soci, a utilizzare l’area che nel tempo ha rivitalizzato in una zona unica e pregevole della città.
Non solo. “Chi conosce quell’area – protesta Paola Peruffo – saprà che gli elementi da demolire sono piccole case sugli alberi realizzate per i bambini, insieme a un dedalo di gimcane che passano attraverso funi e assi di legno, tunnel ricavati da siepi naturali: un ambiente unico e suggestivo, specie per quei bambini abituati al cemento dei palazzi. Questi sono i famigerati manufatti che altererebbero il valore dell’area agli occhi di possibili nuovi assegnatari. Sì, perché, ci si riempie sempre la bocca della necessità di insegnare ai più piccoli gli stili di vita sani, di mettere da parte videogiochi e smartphone a vantaggio dei divertimenti semplici e materici, si parla a più riprese di “sostenibilità”, poi, quando tutto questo viene messo in pratica da una realtà sociale, alla portata di tutti, è proprio la Pubblica Amministrazione che da un lato predica bene e dall’altro ordina di calpestare un contesto che dovrebbe essere preso come esempio di didattica eco-sostenibile”.
“Con l’obbligo della demolizione di quelle casette sugli alberi, vivaci protagoniste dei sogni dei bambini di ieri come di quelli di oggi – è la considerazione di Peruffo – si distrugge anche il buon senso”.
Per la coordinatrice di Forza Italia sarebbe infatti più regionevole lasciare i manufatti al loro posto, esperire le procedure per il nuovo bando e assegnare il terreno. Nel caso l’aggiudicatario fosse la stessa associazione, non cambierebbe nulla, ma nel caso si trattasse di un nuovo soggetto basterebbe “lasciare a questo la decisione se eliminare o meno gli elementi a corredo”. “Come tutela – spiega Peruffo – basterebbe la sottoscrizione di un contratto da parte degli attuali assegnatari a impegnarsi a demolire le strutture eventualmente non gradite ai nuovi gestori, con buona pace dei tantissimi bambini che in primavera, estate e autunno affollano quell’oasi protetta, tra animali da cortile e orti didattici”.
“Una vicenda triste – conclude paola Peruffo – che personalmente ne ricorda un’altra altrettanto deprimente, quella della Siberiana. In entrambi i casi per assecondare in tutto e per tutto la burocrazia vengono cancellati rari aggregatori sociali, apprezzati da chi ancora vuole vivere gioiosamente angoli unici della nostra città”.
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