Attualità
11 Aprile 2017
L'ultimo segretario del Pci: "Se ci fosse una sinistra seria dovrebbe ripartire dall'umanità first"

Occhetto: “Il papa è l’ultima persona di sinistra rimasta”

di Redazione | 3 min

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di Mattia Vallieri

È venuto a Ferrara, invitato da Istituto Gramsci e Istituto di storia contemporanea, per presentare il suo nuovo libro ‘Pensieri di un ottuagenario’ ma Achille Occhetto non ha risparmiato vere e proprie bordate contro la politica, i partiti di sinistra, i populismi (in primis individuati nel Movimento 5 Stelle), i nuovi nazionalismi della destra mondiale e la stampa.

“Sono contro l’idea che oggi la politica sia ridotta al pensiero corto, alla frammentazione e a Twitter” introduce l’ultimo segretario Pci, che subito dopo attacca i mass media (“sono i maggiori responsabili dell’imbarbarimento della società”) e i nuovi nazionalismi, ad incominciare da Trump.

“La scienza ci consiglia di essere cittadini del mondo anche se oggi abbiamo un presidente degli Usa che dice America first, in Italia qualcuno parla di Italia first e altri in Veneto azzardano Veneto first – tuona Occhetto -. Abbiamo una cultura politica che sta regredendo, a chi dice America first io rispondo umanità first e se ci fosse una sinistra seria dovrebbe ripartire da qua”.

L’attenzione dell’ex parlamentare si sposta quindi sul dibattito referendario che è stato, a suo dire, “il peggiore della storia repubblicana. Da una parte avevamo il Sì che diceva che una vittoria avrebbe portato investimenti e miglioramenti economici, dall’altro si è detto che il 60% dei No ha difeso la Costituzione senza tenere conto che dentro c’era la Lega Nord, che non ne rispetta l’articolo 3, Forza Italia, che ha portato al conflitto tra politica e magistratura, e i grillini, che oggi tutti corteggiano, che sono per la democrazia diretta con la sciocchezza della rete”. Il vero problema per Occhetto sono piuttosto “uomini, come banchieri e finanzieri, non eletti da nessuno che stanno decidendo le nostre sorti. Io non sono contro la globalizzazione ma non mi piace questa”.

“C’è una crisi della democrazia nel mondo che rischia di condurci a dittature e mi chiedo quali siano oggi gli strumenti che la politica sta creando per fronteggiare il fatto che non nasciamo tutti uguali” si domanda il primo segretario del Pds, convinto che “a individualismo e competizione selvaggia bisogna contrapporre collaborazione e cooperazione ed il potere politico deve essere circolare, diffuso e senza distinzione tra governanti e governati. Quando la Le Pen dice che si è persa sovranità nazionale dice una cosa vera ma trova la soluzione sbagliata e qui la sinistra dovrebbe guardare avanti verso l’obiettivo di Spinelli”.

La sinistra appunto, oggi in grande difficoltà e divisa: “Vorrei – dichiara Occhetto – che nella variegata sinistra italiana in cui si discute di cavolate e si combatte nel proprio orticello si facesse una costituente vera per parlare dei problemi reali ma su questo sono pessimista. Oggi bisogna capire che va fatto il passo del cavallo per evitare di combattere sullo stesso campo dei populisti”. Ma se per la sua parte politica le parole non sono certo tenere arrivano grandi elogi verso papa Francesco che, secondo l’uomo della svolta della Bolognina, “è fantastico per come affronta alcuni temi, è forse l’ultima persona di sinistra rimasta”.

“Per risolvere i problemi del terrorismo c’è un unico modo ed è mettere mano alla piaga della disuguaglianza tra nord e sud del mondo – conclude Occhetto -. La politica può essere cambiata solo dalle nuove generazioni, Grillo invece ha già spento quanto di buono era nato dai ragazzi del suo movimento”.

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