Ci può essere ancora vita nel Grattacielo
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Comune, Protezione civile, Prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando per garantire che il Grattacielo, una volta scattata l’ora X della futura evacuazione, non rimanga uno scheletro vuoto
Un presidio pubblico è stato annunciato per martedì 3 febbraio alle ore 18 davanti alla Prefettura di Ferrara, dove il Comitato Torri ABC chiederà maggiore attenzione istituzionale per la situazione delle persone sfollate e per le difficoltà legate all'emergenza abitativa in città
È andato dalla compagna, che - dopo il loro sfollamento da una delle torri del Grattacielo di via Felisatti - aveva trovato ospitalità a casa della madre, con l'obiettivo di parlarle. Ma, dopo un inziale confronto, la situazione è degenerata fino a quando lui non ha alzato le mani e l'ha riempita di botte
È stato condannato - in abbreviato - a 5 anni e 7 mesi di reclusione il 59enne Alessandro 'Caso' Casolari, storico esponente del Gruppo d'Azione, finito a processo insieme al 52enne Roberto 'Gildo' Roma, a cui sono stati inflitti - sempre in abbreviato - 6 anni, 3 mesi e 17 giorni di pena, con le iniziali accuse - a vario titolo - di rapina aggravata, sequestro di persona e indebito utilizzo di strumenti di pagamento
Nel mirino finiscono in particolare le scuole di Cento e di Comacchio, dove il piano prevede accorpamenti che porteranno alla nascita di due maxi Istituti comprensivi
Tresigallo. Catturato nelle campagne di Tresigallo un esponente della camorra, appartenuto al clan Licciardi e all’Alleanza di Secondigliano. Si tratta del 53enne napoletano Giuseppe Lomasto, che deve scontare una pena definitiva di dieci anni per reati legati al traffico internazionale di stupefacenti.
L’arresto è avvenuto attorno alle 6 della mattina del 14 febbraio, quando gli uomini della Squadra Mobile di Ferrara e della Squadra Mobile di Napoli hanno fatto irruzione nella casa di campagna in cui aveva trovato rifugio il latitante.
All’interno dell’abitazione si trovava un intero nucleo familiare, tra cui lo stesso Giuseppe Lomasto, che ha tentato maldestramente di distogliere l’attenzione degli agenti nei suoi confronti quando, con fare indifferente, ha cercato di interloquire con i poliziotti in dialetto ferrarese, con la speranza di far credere di essere una persona nativa del posto.
Gli agenti non ci sono ovviamente cascati e lo hanno tratto in arresto in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso lo scorso 9 febbraio dalla Procura di Napoli per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, commessi dal 1999 al 2000 in Italia, Spagna e Olanda.
A Lomasto la Polizia di Stato di Ferrara è arrivata dopo le indagini preliminari della Squadra Mobile di Napoli, che era venuta a conoscenza del fatto che fosse venuto ad abitare in provincia di Ferrara. Le successive indagini effettuate in collaborazione tra Ferrara e Napoli hanno consentito di individuare una probabile dimora proprio a Tresigallo, in un’abitazione a due piani in una zona di aperta campagna.
Giuseppe Lomasto – secondo quanto riferisce la questura – risulta essere un elemento di elevatissima caratura criminale, specializzato nel settore del traffico di sostanze stupefacenti. La sua carriera criminale ha inizio negli anni ’80, distinguendosi per le sue capacità criminose, ovvero per essere il responsabile di una delle più fiorenti attività dello spaccio di sostanze stupefacenti. In breve tempo acquista la fiducia da parte dei vertici della nota e oramai storica organizzazione camorristica denominata “clan Licciardi”, attiva a tutt’oggi. Per tale motivo risulta legato ad alcuni personaggi di rilievo che hanno caratterizzato la storia della criminalità partenopea.
Lomasto aveva il compito specifico di gestire il traffico di sostanze stupefacenti. Dopo alcuni anni, a seguito di sanguinosi ed efferati conflitti tra i vari sodalizi dell’interland metropolitano e dopo numerosissimi omicidi di camorra, è stata creata, con la coalizione di clan storici, la più vasta e nota associazione mafiosa di tipo camorristico denominata “Alleanza di Secondigliano”, di cui ne faceva parte a pieno titolo. In tale contesto, Lomasto è rimasto coinvolto in ben tre agguati camorristici, due a Napoli e uno a Viareggio.
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