Economia e Lavoro
4 Febbraio 2017
Lo chiede con urgenza la Uil Fpl a Carradori e all'assessore regionale Venturi: "Eccessiva onerosità dei servizi in concessione"

‘Esplosione’ di costi a Cona: “Risolvere contratto Progeste”

di Redazione | 4 min

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Avviare con urgenza le procedure per la risoluzione del contratto con Progeste “per sopravvenuta eccessiva onerosità dei costi”, come previsto dal diritto civile. Lo chiede la Uil Fpl Sanità all’Azienda Ospedaliera dopo l’incontro con il direttore generale Tiziano Carradori sul Piano di rientro aziendale, durante il quale è emerso in tutta la sua gravità il problema dell’elevato costo dei servizi affidati in concessione ai privati.

Un problema che, secondo quanto riferito dallo stesso Carradori ai sindacati lo scorso 12 gennaio, sarebbe la concausa (assieme a cause strutturali e organizzativo-gestionali) dell’eccedenza dei costi di produzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (Aou), divenuta rilevante con l’attivazione del nuovo ospedale di Cona.

“Nello specifico – riferisce la Uil Fpl – è stato evidenziato che l’eccedenza dei costi di produzione dell’Aou è codeterminata dall’elevato costo dei servizi in concessione, i quali, secondo quanto riferito, sarebbero notevolmente più onerosi di quelli attualmente presenti-reperibili nel libero mercato (stimati più bassi del 15-20%). Il direttore generale ha ripetutamente parlato di “esplosione dei costi” con esplicito riferimento alle conseguenze del Contratto di costruzione e gestione dei servizi in concessione scaturiti dal project financing. Ad esempio, è stato comunicato che i costi per “gli aggregati servizi di manutenzione” sono aumentati del 73% rispetto al 2011, ultimo anno di gestione dei servizi controllati direttamente dall’Aou prima della chiusura dell’ospedale interno alla città di Ferrara (altre aziende ospedaliere della Regione: +9%). Tra i vari esempi rilevanti degli effetti del Contratto di project financing dopo il trasloco dell’ospedale è stato sottolineato anche l’aumento dei costi dei “Servizi non sanitari” (esempio trasporto persone e materiali) con un +51% (altre aziende ospedaliere: -1%). All’opposto, i fattori produttivi che sono rimasti sotto il controllo dell’Aou sono sotto la media regionale”.

Secondo la Uil Fpl le linee di indirizzo e le strategie annunciate per adempiere al Piano di rientro obbligatorio imposto da Regione e Ministero rappresentano solo una “soluzione tecnica” non sufficiente a risolvere “la complessa situazione delle ragioni strutturali e organizzativo-gestionali che vincolano l’azienda ospedaliero-universitaria ai maggiori costi derivanti dal trentennale Contratto di progettazione costruzione e gestione dei servizi in concessione”. “Non va infatti dimenticato – prosegue il sindacato – che ogni anno, da diversi anni, la Regione Emilia Romagna eroga decine di milioni di euro “a sostegno dell’equilibrio economico-finanziario” dell’Aou di Ferrara; 53 milioni di euro fino al 2015 e ancora 48 milioni di euro nel 2016. Si tratta di uno squilibrio grave, senza pari in Emilia-Romagna (ben oltre il Piano di rientro), su un bilancio aziendale che ha circa 310 milioni/anno di valore della produzione. L’incidenza del contributo aggiuntivo regionale, indispensabile per il pareggio civilistico di bilancio, è stata indicata nel 18% sul totale dei ricavi dell’Aou; nelle altre aziende ospedaliere della regione è del 2,29%”.

Di conseguenza per la Uil Fpl sarebbe “inadeguato e insufficiente rinegoziare o ritoccare il Contratto con il concessionario privato”. “Il punto del problema – conclude il sindacato – non sono i diritti contrattuali di Prog.Este o dell’Aou, la cui interpretazione continuerà a produrre benefici principalmente agli studi legali di entrambe le parti, ma l’oggettiva onerosità del Contratto (che appare maldestramente costruito e, come effettivamente avvenuto, foriero di contenziosi fin dall’apertura dell’ospedale). È fondamentale ripristinare un’autentica inequivoca sostenibilità economico-finanziaria dell’azienda ospedaliero-universitaria consentendo così ai lavoratori dipendenti di occuparsi solo di erogazione di servizi sanitari e ai cittadini di meglio difendere la propria salute, anziché arrovellarsi, tutti quanti, nelle numerose conseguenze quotidiane di scellerati progetti di finanza”.

E’ dunque per “riconvertire in modo consistente e duraturo le ricadute deteriori di scelte strategiche sbagliate” (il riferimento è alla collocazione del nuovo ospedale e alle sue peculiarità generatrici di problemi) che la Uil Fpl ha chiesto ufficialmente a Carradori e all’assessore regionale alla Sanità e Politiche per la Salute, Sergio Venturi, di risolvere con urgenza il contratto di gestione dei servizi affidati al concessionario privato, i cui costi, “ricadendo sull’azienda ospedaliero-universitaria (e pure sull’Ausl) e la fiscalità della Regione, dissolvono denaro pubblico che potrebbe essere più efficacemente utilizzato per perseguire il prevalente interesse collettivo della popolazione”.

Le stesse considerazioni della Uil Fpl sono state riprese dal consigliere comunale Francesco Rendine (Gol) in una mozione con la quale si intende impegnare sindaco e giunta “ad intervenire presso la Direzione Generale dell’ospedale di Cona perché sia riconosciuta la sopravvenuta eccessiva onerosità dei costi che incide negativamente sulle iniziative volte all’interesse sanitario della popolazione; ciò al fine liberare risorse economiche utili ad evitare situazioni disastrose (overbooking dei posti letto) della recente attualità che vede effettuati interventi chirurgici solo nei casi urgenti, costringendo i sanitari a riprogrammare la restante attività chirurgica”, nonché a “intervenire con la Regione perché si attivino le procedure volte alla risoluzione del contratto con Prog.Este senza tergiversare in inutili contrattazioni con la ditta che non risolverebbero strutturalmente la questione economica”.

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