Inadempienze rispetto all’ordinanza contingibile e urgente emessa dal sindaco Tiziano Tagliani per la bonifica del Palaspecchi: questo quanto rilevato dall’Ausl di Ferrara che ha trasmesso l’esito del sopralluogo al Comune e che, a sua volta, ha inviato gli atti alla procura della Repubblica.
La comunicazione da parte del Comune è molto asettica ma il sottinteso è piuttosto chiaro:
“Avendo ricevuto in data odierna (5 gennaio 2017) da parte dell’Azienda Usl di Ferrara una comunicazione con la quale vengono riferiti gli esiti di un sopralluogo svolto da quest’ultima esternamente alla proprietà del Palazzo degli Specchi, l’Amministrazione comunale ha provveduto a inoltrare la predetta comunicazione alla Procura della Repubblica, affinché questa possa adottare i provvedimenti ritenuti necessari e conseguenti“.
Da quanto si è venuti a conoscenza, la trasmissione degli atti in via Mantessi è stata effettuate per verificare la – presunta – violazione dell’articolo 650 del codice penale, ovvero quello che punisce la mancata osservanza dei provvedimenti dell’autorità pubblica, quale è, appunto, l’ordinanza del sindaco.
Tagliani aveva emesso l’atto l’estate scorsa a seguito dei controlli effettuati dall’Igiene Pubblica dell’Asul, imponendo alla proprietà del palazzo di adempiere entro 40 giorni. Il termine è stato poi prorogato due volte, con una prima scadenza a novembre e quella definitiva il 26 dicembre. Dall’Azienda Usl al momento non vengono però forniti dettagli su quanto effettivamente riscontrato.
Gli ultimi controlli dell’Ausl, previsti dall’ordinanza e che, come evidenziato nel comunicato del Comune, si sono svolti solo all’esterno, hanno con tutta evidenza segnalato situazioni non conformi a quanto ordinato dal sindaco e ora sarà la procura a dover valutare possibili conseguenze sotto il piano giuridico per la proprietà.
L’ultimo atto del 9 novembre 2015 imponeva di provvedere a “completare la realizzazione delle opere di risanamento, disinfestazione-deratizzazione e sistemazione delle aree scoperte e dei fabbricati di detto complesso immobiliare mediante: adozione di misure atte ad impedire accessi e intrusioni abusive; pulizia delle aree poste in aderenza agli immobili, delle aree cortilive e degli spazi comuni, mediante sfalcio dell’erba ed eliminazione della vegetazione infestante, nonché dei vari rifiuti presenti; riposizionamento delle griglie metalliche rimosse e originariamente poste a copertura dei cavedi situati tra le zone porticate e le aree esterne e/o messa in sicurezza di detti cavedi mediante idonea protezione; pulizia dei pozzetti tecnologici e di raccordo per la rete delle acque fognarie occlusi da materiale vario e riposizionamento dei coperchi divelti; rimozione mediante prosciugamento dell’acqua stagnante che invade le rampe di accesso ai passaggi carrabili e ai vani sottoscala; pulizia mediante rimozione dei rifiuti di vario genere e delle carcasse e deiezioni di animali presenti nei locali e successiva disinfestazione, nonché adozione di misure atte ad impedire ulteriori nidificazioni”.
Come previsto dall’ordinanza stessa, in caso di adempimento è il Comune a procedere all’esecuzione “in danno ed a spese dell’inadempiente”.
Pronto il commento polemico di Nicola Lodi della Lega Nord: “Ora ci aspettiamo la denuncia a Parnasi ma sopratutto il cantiere di bonifica con tempi brevissimi. Quello che mi lascia perplesso è l’ostruzionismo da parte dell’amministrazione nel voler accettare la verità, un anno di battaglie per ottenere un sacrosanto diritto, ovvero la salute pubblica. Il messaggio è chiaro, a Parnasi non interessa nulla del progetto. Sempre più convinti della demolizione e riprogettazione di altro”.
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