Lagosanto
16 Dicembre 2016
La data 'scoperta' dal sindacato Fials e 'mai comunicata'. Boschetti: "A quando l'attivazione del Cpma?"

Punto Nascita del Delta, il 24 gennaio la ‘condanna a morte’

di Redazione | 2 min

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L'ospedale del Delta di Lagosanto

L’ospedale del Delta di Lagosanto

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Una scoperta, appunto, perché la data non è stata “mai comunica dai vertici aziendali, né ai sindacati nel rispetto delle relazioni sindacali, né ai lavoratori, né alle gravide, né ai sindaci e nemmeno agli uditori durante la  Csst (Conferenza socio sanitaria territoriale) del 28 settembre”. Situazione che va ad aggiungersi agli elementi di ‘grande preoccupazione ‘ sulla sorte della sanità ferrarese.

In questi anni – spiega Mirella Boschetti, segretaria provinciale Fials –  abbiamo assistito alla lenta e dolorosa  agonia del “Punto Nascita” del  Delta, sceso  drasticamente nel numero dei parti in loco, dovuto, sia al calo della natalità, ma, soprattutto alle scelte di politica sanitaria di questi anni, responsabile del parto-pendolarismo anche fuori provincia, soprattutto verso Ravenna”.

Il 28 settembre scorso la Csst dei sindaci, riunita in Castello, “ha emesso la sentenza di  “condanna a morte” del “punto nascita” del Delta, mancava solo, per i più,  la data di “esecuzione” della sentenza”. “Ma gli operatori sanitari coinvolti: ostetriche, infermieri, Oss, le gravide, le partorienti, hanno il diritto di essere informati, per le importanti ricadute che questa scelta provoca. Mentre è ormai certa l’’epoca’ di chiusura del punto nascita del Delta, incerti rimangono i tempi di attivazione del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (Cpma)”.

Il Cpma vedrà mai “la luce” e produrrà gli effetti vagheggiati in Csst, o farà la stessa fine dell’Hospice, finanziato e mai aperto a Cona e poi promesso a Copparo la cui attivazione pare rimandata alle “calende greche”?”, si chiede Mirella Boschetti.

“È grande la preoccupazione della  Fials sulla sorte della sanità ferrarese – aggiunge – sui servizi per i cittadini e sul piano assunzioni sempre sottostimato rispetto le necessità e in ritardo rispetto le cessazioni, a fronte della inarrestabile emorragia di denaro pubblico e dell’incombente  piano di rientro imposto all’Azienda Ospedaliera e del  buco di  77 milioni di euro di finanziamento integrativo che le due aziende devono restituire. La chiusura dei Punti Nascita, rappresenta il segno tangibile del fallimento della  politica nazionale e locale sul  lavoro, sulla  famiglia, sulla  genitorialità. È segno inequivocabile dell’incapacità delle classi politiche che si sono succedute di vedere oltre il loro interesse personale e di gruppo. La nostra società, la nostra comunità è a rischio di estinzione, bisogna intervenire subito, con misure rapide ed incisive a favore della genitorialità, delle famiglie e dei lavoratori. La Fials, gli operatori sanitari, le gravide, i loro familiari, i cittadini  attendono risposte”.

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