In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è stato rinnovato in prefettura il “protocollo d’intesa triennale per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e dei minori“.
Al protocollo, “nato 7 anni fa con lo scopo di creare una rete tra gli addetti ai lavori in modo da offrire le condizioni migliori per la gestione degli episodi di violenza sui soggetti fragili” come ricordato dal prefetto Michele Tortora, si aggiungono altri due importanti documenti allegati.
Si tratta delle “linee guida per l’accoglienza e il trattamento, in ambito sanitario, delle donne vittime di violenza”, sottoscritto dalle due aziende sanitarie per aiutare gli operatori a prendere in carico questi casi difficili, e il nuovissimo “protocollo per le forze dell’ordine in tema di reati intrafamiliari e contro soggetti vulnerabili”, contenente le direttive indirizzate alle forze dell’ordine nel momento in cui si trovino di fronte a casi di violenza, maltrattamenti o abusi nei confronti di soggetti vulnerabili.
“La sottoscrizione non rappresenta un punto di arrivo ma di partenza – avverte il prefetto – per affinare i rapporti di collaborazione e arrivare a una sinergia migliore tra tutti i soggetti coinvolti in modo da affrontare questo deprecabile fenomeno a 360 gradi in termini sanitari, psicologici, culturali e giuridici“.
Per questo, “il protocollo è cresciuto negli anni e si è sempre più perfezionato” con l’ultimo ingresso, nel già lunghissimo elenco degli enti firmatari, del Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti e dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara.
La violenza, sia essa fisica o psicologica, è “un fenomeno trasversale e tutt’altro che in fase di regressione” ribadisce Tortora, prendendo ad esempio la famosa inchiesta dell’Istat risalente al 2006 in cui risultava che oltre il 30% delle donne intervistate dichiarava di aver subito un episodio di violenza.
“Malgrado ogni sforzo, questo fenomeno è profondamente radicato perché nasce da una cultura sbagliata” dichiara il prefetto e i numeri, anche a livello locale, gli danno ragione. La violenza sessuale, ad esempio, ha registrato un incremento da 19 a 26 episodi tra 2014 e 2015, mentre nel primo semestre del 2016 si è vista una lieve regressione passando da 10 a 9 casi, “ma i dati sono da prendere con le pinze perché si tratta di un fenomeno sommerso”. Aumentano anche i femminicidi, in controtendenza con la diminuzione degli omicidi, a dimostrazione che “la strada da intraprendere è ancora molto lunga”.
Un percorso che attraversa tutto il territorio perché “il progetto per uscire dalla violenza è portato avanti dal Comune di Ferrara come capofila ma riguarda tutta la provincia” interviene l’assessore Chiara Sapigni secondo la quale “non si tratta di buoni auspici ma di realtà in un’attenzione sempre più matura per cercare di arginare e prevenire gli episodi di violenza prima che si innestino vortici più esplosivi”.
Tutti i dati sulla situazione a livello locale verranno presentati venerdì 25 novembre da Centro Donna Giustizia, Udi e Centro ascolto uomini maltrattanti in occasione del seminario pubblico che si terrà dalle 10 presso la biblioteca Bassani a Barco.
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