Attualità
16 Novembre 2016
Tanti appuntamenti in città e provincia per contrastare il fenomeno. Felletti: "Teniamo alta l'attenzione tutto l'anno"

Violenza sulle donne: Ferrara contro il sessismo

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Si può amare da morire ma non morire d’amore. Non tacere e chiedi aiuto”. E’ lo slogan scelto dal Comune di Ferrara per la prossima Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che verrà celebrata ben oltre la ricorrenza canonica del 25 novembre. Il calendario degli appuntamenti ha infatti preso il via già da ottobre e continuerà fino a dicembre tra incontri formativi, letture, mostre fotografiche, allestimenti artistici, spettacoli e convegni.

L’evento più importante di questa agenda anti-violenza – promossa dall’assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con enti, associazioni e centri antiviolenza del territorio provinciale – sarà l’incontro in programma proprio venerdì 25 novembre alle 10 presso la biblioteca Bassani a Barco dove verranno presentati i dati del fenomeno su scala locale e verranno consegnate le shopper in tela riportanti lo slogan e i numeri telefonici delle realtà che si fanno carico di chi subisce violenza.

La scelta della Bassani come location non è casuale. “Abbiamo voluto portare la discussione tra la gente nella cornice della biblioteca perché il superamento degli stereotipi di genere, che nei casi più gravi si traducono in atti di violenza di varia natura, deve essere un lavoro sul piano culturale a partire dalla sensibilizzazione delle comunità su questo terribile fenomeno. Per questo teniamo alta l’attenzione tutti i giorni, tutto l’anno” spiega l’assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti.

shopper25novembre_eliminazioneviolenza_2016Ma la violenza sulle donne, sia essa fisica o psicologica, non è solo un problema culturale. “La cultura è uno strumento per squarciare il silenzio mentre l’obiettivo di eliminare la violenza è politico” sottolinea la presidente del Centro Donna Giustizia, Paola Castagnotto, che invoca la responsabilità politica fino a Roma. Per questo una rappresentanza del centro ferrarese parteciperà il 26 novembre alla manifestazione nazionale “Non una di meno” nella capitale “per dire basta ai femminicidi, alle violenze e alle misure di condizionamento della libertà femminile – prosegue Castanotto – derivate da una cultura sessista che il nostro Paese non è stato ancora in grado di abbattere“.

Per abbattere la discriminazione di genere non servono solo cultura e politica ma anche formazione (in programma nove eventi formativi rivolti a operatori sociosanitari e studenti) e tutela. Sempre in tema di prevenzione, il 24 novembre in prefettura verrà rinnovato il protocollo d’intesa triennale per la prevenzione della violenza sulle donne e sui minori. Un documento che dà forza alla rete territoriale di supporto alle vittime di violenza.

Una violenza perpetuata dagli uomini ai danni delle donne. “La violenza di genere è una responsabilità maschile ma anche gli uomini cominciano a lavorare per il contrasto alla violenza, cercando di rompere un silenzio che dura da troppo tempo” interviene Michele Poli, responsabile del Centro ascolto uomini maltrattanti che solo quest’anno “ha accolto venti uomini pronti a impegnarsi in un percorso di uscita dalla violenza”.

Il tema va presidiato con continuità, quindi, per non allungare la scia di sangue rappresentata dal simbolo per eccellenza della giornata: un tappeto di scarpe rosse. L’allestimento a cura dell’Udi raffigura la “camminata silenziosa delle vittime del femminicidio per dare un messaggio forte alla cittadinanza” specifica la presidente Liviana Zagagnoni. La sezione ferrarese dell’Unione Donne ha attivato anche un servizio di consulenza legale gratuito e ha organizzato l’incontro “Segni violati fra immagini e parole” che andrà in scena il 18 novembre in sala Arengo. Si tratta di una performance in cui verranno messe in parallelo le espressioni artistiche di artiste sudamericane legate alla voce della giornalista messicana Lydia Cacho, impegnata sul campo contro la sparizione delle ragazze diffusa in America Latina.

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