Politica
8 Novembre 2016
Volano offese durante il dibattito in consiglio comunale. La maggioranza abbandona l'aula

Rendine vuole tassare le ‘puttane’ e scoppia la bagarre

di Elisa Fornasini | 3 min

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Ho presentato una mozione sulla prostituzione perché credo che a Ferrara si parli poco di puttane”. Basta l’incipit del discorso di Francesco Rendine (Gol) per scatenare il putiferio in consiglio comunale.

La discussione sul ‘mestiere più antico del mondo’ è finita a suon di offese e quando Rendine ha apostrofato i consiglieri di maggioranza come “ignoranti”, questi sono usciti dall’aula. Un abbandono che fa alzare ancora di più i toni: “Quando è stata l’opposizione a lasciare l’aula è stata criticata, pensate a quanto siete ipocriti” tuona ancora l’esponente di Gol.

Anche prima della burrasca, il dibattito non ha mai navigato in acque tranquille. Rendine è stato subito richiamato dal presidente del consiglio comunale Girolamo Calò per il linguaggio usato, per tutta risposta il consigliere si è messo a cantare Disperato Erotico Stomp di Dalla. “Se milioni di italiani l’hanno ascoltata e nessuno si è scandalizzato, è vergognoso, ipocrita e sintomo di estrema ignoranza indignarsi per il termine puttana”.

Tralasciando i vocaboli utilizzati, definiti da Deanna Marescotti (Pd) “non rispettosi del luogo e palesemente provocatori”, Rendine nella sua mozione chiedeva di attivare tutti gli organi di controllo per individuare chi presta questa attività e fare in modo che versino quanto devoluto nelle casse comunali, oltre a sollecitare il governo affinché venga emanata al più presto una legge che preveda il pagamento delle tasse da parte di tutte le professioniste.

“Il male peggiore non solo le tasse non pagate ma lo sfruttamento della prostituzione” replicano all’uniscono la Marescotti e Alberto Bova (Fc) che spostano quindi il discorso dalla questione economica al problema della costrizione di vendere il proprio corpo.

Un tema “squisitamente politico perché non è di competenza di questa amministrazione” interviene Matteo Fornasini (FI) che si dice “favorevole a regolarizzazione la prostituzione e riaprire le case chiuse, da cui si calcola un indotto fiscale di 10-12 miliardi di euro per lo Stato”.

A riportare la questione sui binari locali è l’assessore Chiara Sapigni: “Oggi i dati sulla prostituzione in strada sono in percentuale ridotta rispetto al totale di ‘scambi’ che vengono svolti in altri locali chiusi, non sottoposti a controlli regolari e quindi facilmente preda degli sfruttatori”.

“Il Comune ha attivato due progetti sostenuti con fondi della regione e gestiti dal Centro Donna e Giustizia – rendiconta la Sapigni -: Luna Blu (unità di strada per il monitoraggio) e Invisibile (dove si monitorano gli annunci fatti sui giornali di chi si accorda per prestazioni) a cui si aggiunge il Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti per agire sulla domanda. Sarà anche il mestiere più antico del mondo ma spero possa finire”.

“La Sapigni vive con la testa tra le nuvole – è la dura replica di Rendine -; ho amici che vanno a puttane e non hanno mai subito un controllo, vado come consulente nei nightclub e non ho mai visto nessuno fare controlli. Buttiamo via dei soldi senza raggiungere nessun obbiettivo”. L’ultimo a intervenire è Luigi Vitellio (Pd): “Dovremo istituire la patente di ipocrisia, voteremo convintamente no e auspichiamo una discussione più consona delle istituzioni senza provocazioni”.

La mozione è stata respinta con i voti contrari di Pd e SI; favorevoli Gol, FI, Ln, M5S; astenuto Fc. Bocciato anche l’emendamento relativo presentato da Ilaria Morghen (M5S) che aveva raccolto le lamentele dei residenti della zona Krasnodar.

Durante la seduta – aperta con un minuto di silenzio in ricordo di Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica italiana, recentemente scomparsa – è stata approvata anche una variazione di bilancio di previsione 2016-2018 per il recepimento dei fondi del Ducato Estense assegnati a Ferrara.

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