Era stato investito lo scorso 6 settembre mentre era in sella alla propria bicicletta e, dopo venti giorni di ricovero all'ospedale Sant'Anna di Cona, non ce l'ha fatta. È morto così, lo scorso 26 settembre, Lotario Melloni, 84enne di Ferrara, colpito violentemente da un'auto in via Darsena
Dieci mesi di condanna per aver picchiato e morso la compagna convivente nel cuore della notte in un'abitazione del centro. Si è chiuso con una condanna per direttissima, davanti al giudice Sergio Ippedico, il caso di violenza domestica avvenuto un mese fa in città
Aumentano le denunce in provincia di Ferrara. A confermarlo è l'Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, relativa alle statistiche raccolte lo scorso anno, in cui la provincia emiliana passa dalla 16esima alla 15esima posizione in classifica nel confronto con l'edizione precedente, riferita ai dati del 2024
Alla Sagra dell'Anguilla di Comacchio, tra stand gastronomici e specialità della tradizione lagunare, sono arrivati anche i controlli delle forze dell'ordine
Stava lavorando nel cantiere per la costruzione della nuova area di servizio di via Nelson Mandela, quando avrebbe perso l'equilibrio e sarebbe finito a terra dopo un volo di circa due metri. Protagonista un operaio edile, elitrasportato all'ospedale Sant'Anna di Cona in condizioni di media gravità
Avrà uno strascico legale la vicenda legata ai migranti che avrebbero dovuto essere ospitati tramite Coop Camelot ne Il gatto e la luna club a Gaibanella. E’ stata infatti depositata ieri mattina una denuncia-querela nei confronti di alcune delle persone che hanno protestato all’arrivo nella villa del camion di Camelot che avrebbe dovuto iniziare ad allestire la locanda per i richiedenti asilo, inducendo la stessa Camelot a richiamare indietro il mezzo. Si tratta di uno dei proprietari della villa, Alberto Minghini, della moglie Patrizia Anteghini, e degli esponenti della Lega Nord Nicola Lodi e Francesco Marangoni. Quest’ultimo sarebbe anche l’autore del video, postato sul proprio profilo Facebook, che ha documentato l’azione di protesta e il ‘dietrofront’ del camion, che riportiamo anche in fondo all’articolo. A quanto si apprende le accuse contenute nella querela riguardano le ipotesi di reato di violenza privata, interferenze illecite nella vita privata (probabilmente per via dei filmati diffusi su internet) e violazione di domicilio.
E’ l’ultimo atto – ma potrebbero essercene ulteriori – di una vicenda che da qualche giorno sta tenendo banco e che sembra complicarsi ogni ora, sia a livello politico che, appunto, legale. E a proposito di vicende legali, dopo le precisazioni a Estense.com della Gbs (Global Business Service) società conduttrice della locanda – attraverso le parole dell’amministratrice Laura Piazzi e del marito Luigi Iannaccone che hanno spiegato come, nonostante la Locanda sia stata pignorata e messa all’asta, il contratto d’affitto stipulato con la proprietà rimanga valido a tutti gli effetti e non sia stato rescisso come affermato da Minghini (proprietario del piano superiore della villa) – è il legale della società Le Robinie srl (titolare della locanda), avvocato Carlotta Occari, a replicare che “il proprietario (Minghini, ndr) non mente”, in quanto “ha contestato e contesta la convenzione con Camelot proprio sulla base del contratto di locazione che prevede il divieto di sublocazione e cessione dell’immobile, anche parziale, se non autorizzato per iscritto”. “Globale Business Service – aggiunge l’avvocato Occari – avrebbe dovuto chiedere il consenso scritto del Custode (giudiziario, essendo l’immobile pignorato, ndr), previa autorizzazione del Tribunale”. Inoltre “si contestano e si respingono le accuse di azioni vessatorie e si nega alcuna responsabilità in ordine all’interruzione dell’attività di circolo; se interruzione c’è stata è avvenuta per mano delle Istituzioni e non di certo da parte di Minghini. Se “la parte ricettiva non è stata mai avviata” non è un fatto addebitabile a Minghini. Per quanto riguarda le altre accuse, sono talmente senza fondamento che si smentiscono da sole. La signora Piazzi afferma di aver ricevuto una richiesta di supporto di emergenza per i profughi da parte di Camelot che invece afferma di aver ricevuto una proposta di convenzione da parte di Global Business Service: le due versioni contrastano. Si vedrà chi dice la verità”.
“Nessuna sublocazione – replica Luigi Iannaccone – si tratta di una convenzione, remunerata a forfait, per l’utilizzo delle camere. L’azienda Camelot stipula normalmente convenzioni anche con aziende ricettive, come gli hotel, per la sistemazione dei richiedenti asilo. Non si tratta quindi di sublocazione, né tantomeno di cessione. La locanda ha sette camere e la convenzione riguarda sei di queste. Una camera, fra l’altro, è già occupata da un avventore al quale abbiamo chiesto se avesse nulla in contrario sulla presenza dei migranti nelle stanze vicine, il quale ci ha risposto che per lui sarebbe stata anzi occasione di scambiare quattro chiacchiere e di arricchimento culturale”.
Iannaccone ha voluto inoltre precisare che descrivere la villa come un immobile “a 5 stelle” con piscina e jacuzzi è fuorviante: “Non c’è nessuna jacuzzi – sostiene – e inoltre la piscina è abbandonata a se stessa, ci sono rospi, ragni e focolai di zanzare, insomma è un acquitrino. Ed è da due anni che non funziona”
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