Si avvicina il processo per Andrea Stampini, ferrarese di 65 anni, ormai in pensione indagato dalla procura di Venezia per lesioni ed esercizio abusivo della professione: 40 anni senza laurea in medicina e abilitazione.
Qualche settimana fa è arrivato l’avviso di fine indagini, iniziate ormai un anno fa: 2mila pagine per due capi d’imputazione: lesioni ai danni di un bambino che aveva fatto nascere nel 2014 e, appunto, esercizio abusivo della professione di medico.
Il fascicolo è nella mani del suo avvocato, David Zanforlini del foro di Ferrara: “Ancora non sono riuscito a leggerlo tutto perché è davvero grande, ma – rivela il legale – posso dire di aver già dato l’incarico a un consulente per valutare le lesioni al bambino: parliamo di una distocia della spalla, una complicanza del parto che non è così infrequente. Il problema – continua l’avvocato – è come viene gestita e Stampini afferma comunque di aver eseguito correttamente le manovre per far uscire il bambino”.
Sul reato contestato di esercizio abusivo della professione rimane ancora il mistero delle certificazioni scomparse (o mai presentate). La difesa sta cercando di ottenere documenti ancora più risalenti, datati 1978: “Ho provato con l’Ausl di Ferrara ma non ho trovato il fascicolo – spiega l’avvocato -. Stampini ha fatto un tirocinio in ginecologia prime di essere assunto come medico all’ospedale Eppi di Portomaggiore e, per farlo, ha presumibilmente presentato un altro certificato di laurea”.
Secondo quanto riferisce Zanforlini si trova però solo l’atto che certifica il compimento del tirocinio, niente di antecedente: “L’Ausl conserva tutta la vecchia documentazione cartacea in un capannone a Occhiobello, oltre 100 scaffali. Lì dentro c’è sicuramente un altro certificato ma è difficile da trovare”.
Secondo l’accusa per quarant’anni Stampini ha prestato servizio presso quattro Asl, ricoprendo ruoli di sempre maggior importanza, ma senza averne alcun titolo. Negli ultimi anni sono emersi i primi grandi problemi: nel 2005 la Corte dei Conti lo condannò a risarcire con 164mila euro l’Asl di Trento, per via di una sua ‘colpa grave’ che aveva causato danni economici e di immagine all’azienda sanitaria. E nel dicembre scorso, a Riva del Garda, prende il via una nuova inchiesta che lo vede indagato per un parto conclusosi con gravi problemi per il neonato.
Il 29 settembre scorso l’Ordine dei Medici di Ferrara ha fatto decadere l’iscrizione dall’Albo dei medici “non sussistendo ab origine i requisiti previsti dalla legge per l’iscrizione all’albo professionale”.
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