Montagnone, nuovi scivoli al posto di quelli degli anni Ottanta
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Un involucro con 113 grammi di hashish e un bilancino di precisione è stato trovato dai carabinieri all’interno di un’area verde pubblica di Portomaggiore
Irregolarità nelle procedure di congelamento delle materie prime e nei tempi di conservazione dei prodotti semilavorati. È quanto emerso durante un controllo effettuato dai carabinieri
I carabinieri intervengono dopo la segnalazione di una donna. Contestata l'aggravante per la vicinanza a luoghi frequentati da minori
Un settore cardine dell’economia regionale, sul quale tuttavia gravano gli effetti del cambiamento climatico, l’aumento delle temperature delle acque, gli episodi di ipossia e anossia e la diffusione delle specie invasive
I dipendenti del Consorzio di Bonifica di Ferrara scendono in piazza per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale scaduto da un anno e mezzo e per criticare l’operato dello Snebi (Sindacato nazionale enti bonifica irrigazione) “che vede una linea di confronto che è roba del ventennio”.
Senza scomodare il fascismo, l’adesione allo sciopero tenutosi giovedì mattina in prefettura è stata alta. “La partecipazione è al 95% su 350 dipendenti, un livello mai visto nato dalla consapevolezza di non essere trattati come lavoratori né come persone: sta montando la sofferenza sulla presa di posizione dello Snebi così vecchio stampo”.
A parlare è Marcello Buzzoni della Rsu prima di incontrare, insieme ad altri cinque delegati della rappresentanza sindacale, il prefetto Michele Tortora affinché “sproni presso il ministero la ripresa delle trattative”. Trattative che si sono rotte lo scorso 8 giugno dopo due giorni di “negoziato serrato ma zero confronto” che ha portato Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil a proclamare la mobilitazione in tutta Italia e che oggi ha coinvolto il nord.
“Le proposte presentate dal sindacato nazionale su salario, demansionamento, tutela dei lavoratori a tempo determinato, agibilità sindacale e disciplina dei licenziamenti sono offensive ed inaccettabili” attaccano i manifestanti, prima di passare in rassegna tutti i punti dell’accordo che rappresenta un “cappio al collo in cambio di niente”.
“Ci hanno chiesto di fare piazza pulita dei sindacati, riducendo del 50% i permessi sindacali a disposizione delle Rsu per le assemblee ed eliminando la commissione che viene costituita nel caso di licenziamenti – spiega Buzzoni -. Ci chiedono inoltre di applicare una procedura del demansionamento peggiorativa rispetto alle leggi, sembra quasi una provocazione”.
Dibattuto anche l’aspetto sull’aumento salariale: “Non è previsto il riconoscimento economico a copertura del 2015 ma, anzi, ci è stato offerto un incremento massimo del 2,7% distribuito nel triennio. La provocazione continua ma, alle nostre contestazioni, ci è stato risposto che non arretreranno di un millimetro”.
Presto spiegato lo stato di agitazione dei dipendenti: “Ci alziamo di notte, lavoriamo tutti i giorni anche quelli festivi, gestiamo difficoltà irrigue e garantiamo la sicurezza idraulica: abbiamo il diritto ad avere rispetto e ad essere riconosciuti come lavoratori” dichiarano i manifestanti, il cui ultimo sciopero risale al 2012 “ma siamo andati a lavoro lo stesso perché l’irrigazione era in crisi dopo il terremoto”.
“Nel caso si continui a non tenere conto del ruolo delle parti, aderiremo allo sciopero nazionale del 28 luglio e al blocco completo degli straordinari dal 26 luglio al 3 agosto – anticipano i dipendenti – anche se speriamo di riaprire prima la discussione per chiudere l’accordo in tempi rapidi”.
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