
Da sinistra: l’avvocato Alberto Piccinini, il segretario Filctem Fausto Chiarioni e Luca Fiorini nei corridoi del tribunale
“C’è da augurarsi che con l’accordo del 9 marzo e dopo questa ulteriore sentenza, si chiuda la fase “muscolare” e se ne apra una più improntata alla responsabilità e al rispetto reciproco delle parti”: queste le parole del sindacalista e dipendente Basell Luca Fiorini lo scorso 17 marzo, quando il tribunale civile di Ferrara pubblicò le motivazioni del suo reinserimento in azienda dopo il licenziamento “illegittimo e discriminatorio” da parte di Basell e il conseguente ricorso da parte del sindacato Filctem – Cgil. Un augurio che oggi, a tre mesi di distanza, sembra caduto definitivamente nel vuoto: in tribunale continua infatti il braccio di ferro tra il sindacato e Basell, che ha fatto ricorso contro il decreto del giudice Alessandro D’Ancona, che imponeva il reintegro di Fiorini, e questa mattina la Cgil ha rifiutato la proposta di conciliazione pervenuta dalla multinazionale.
Una proposta che di ‘conciliante’, per la verità, non aveva poi molto: Basell si è infatti dichiarata pronta a ristabilire il rapporto contrattuale con Fiorini, ma alla condizione di tenerlo per circa un anno lontano dallo stabilimento, attraverso il distacco sindacale o un’altra formula da concordare tra le parti. Una soluzione che ovviamente non va giù al diretto interessato, che era stato licenziato non per problemi o negligenze sul lavoro ma a causa di un acceso battibecco con i dirigenti Basell durante la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Insomma, secondo la Cgil un allontanamento dallo stabilimento Fiorini, per quanto ‘ufficialmente’ reintegrato in Basell, sortirebbe gli stessi effetti a cui l’azienda puntava attraverso il licenziamento: escludere il rappresentante sindacale (il più votato alle ultime elezioni interne) dai tavoli delle trattative.
Questo il motivo del rifiuto della proposta da parte della Cgil, rappresentata dall’avvocato bolognese Alberto Piccinini. Ora il giudice Alessandra De Curtis dovrà stabilire quale sarà il prossimo passo del processo, che potrebbe continuare con una nuova udienza istruttoria (per risentire i testimoni delle due parti e chiarire alcune incongruenze nei loro resoconti) o passare direttamente alla discussione e alla sentenza.
Nel frattempo continua su un binario separato anche la causa civile promossa dallo stesso Fiorini nei confronti di Basell (prossima udienza a inizio ottobre), che potrebbe portare a un ulteriore decreto per il reintegro e al riconoscimento di eventuali danni nei suoi confronti.
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