
Federica Rolli, Angela Alvisi, Tiziano Tagliani e Chiara Sapigni
Dopo il maxi buco di 1,4 milioni di euro dell’Asp, le novità gestionali messe in atto dall’Azienda Servizi alla Persona in collaborazione con i Comuni soci (Ferrara, Masi Torello e Voghiera) stanno dando i suoi frutti. La dimostrazione più lampante è la perdita di ‘soli’ 133.349 euro emersa dal bilancio consuntivo 2015 presentato questa mattina in municipio.
“Il dato più evidente di questo nuovo approccio gestionale, inserito in un’attività di attenzione e controllo più diretto dell’azienda, è che l’ultimo bilancio finanziario, se depurato dagli intessi passivi, risulta in sostanziale pareggio” annuncia il sindaco Tiziano Tagliani che, però, frena subito la spinta ottimistica in vista delle criticità attese per il 2017-2018, “biennio che sarà un’incognita non solo per i Comuni se non intervengono risorse aggiuntive”.
Lo strettissimo controllo introdotto dal consiglio di amministrazione “ha migliorato la nostra capacità di rendicontazione e ha comportato un beneficio sulla liquidità” specificano Angela Alvisi e Federica Rolli, rispettivamente presidente e direttrice dell’Asp.
La presidente conferma con favore non solo il dato di chiusura del bilancio, “che poteva essere anche migliore senza la sopravvenienza passiva derivante dallo stralcio del rimborso regionale per i danni del terremoto”, ma anche le “azioni messe in essere sul piano amministrativo”, come la “rinegoziazione dei mutui con le banche e l’azione sui costi fissi con la trasformazione dei contratti di somministrazione, il blocco del turnover e delle sostituzioni di maternità, e il mancato rinnovo di un contratto in scadenza”.
Un procedimento che “ci ha permesso di non replicare ma anzi ridurre il significativo disavanzo del 2014 coperto dai Comuni soci” ricorda Alvisi. Ciò ha avuto ripercussioni anche sul piano dei servizi, “con la riduzione dell’assistenza domiciliare, degli assegni di cura e dei pasti”. Su quest’ultimo fronte l’Asp ha lanciato una quota minima di partecipazione (un euro a persona per un pasto, due euro per pranzo e cena rispetto ai 50 centesimi degli scorsi anni) “per sostenere i costi vivi del servizio (4 euro la cena, 7 il pranzo) e per responsabilizzare le persone a chiedere un pasto se ne avevano davvero bisogno”.
In questo scenario di riduzione dei servizi erogati e maggiore attenzione alle procedure, “sapendo che l’Asp non lascia indietro nessuno”, si inserisce l’assistenza ai richiedenti asilo “che nel 2015 ha incassato circa 5 milioni sui 22 milioni di euro dei ricavi”. Un’attività, finanziata dal ministero dell’Interno e regolata dalla prefettura che ha accelerato i termini di pagamento, “che sta incrementando nel 2016 ma non facciamo previsioni sull’accoglienza perché le sbagliamo sempre” aggiunge l’assessore Chiara Sapigni.
Obiettivo del 2016 – oltre a continuare le attività di assistenza che nel 2015 hanno preso in carico 1902 minori, 583 adulti con disagi, 493 disabili e 1325 anziani –è lavorare su tre macroaree: governance, bilancio e assetto organizzativo. “Siamo in un momento di svolta – anticipa Sapigni – perché dobbiamo individuare il nuovo contratto di servizio con Asp: ora saranno i Comuni a decidere quali servizi erogare e a dare delle priorità sulla base delle risorse disponibili, sperando di poter usufruire dei due nuovi fondi del governo sulla povertà”.
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