Sport
20 Aprile 2016
Scomparsa anche la scrivania di Paolo Mazza. Appello dell'assessore per la realizzazione del museo. Tagliani: "Abbiamo puntato sul cavallo giusto"

Merli: “Spal, prima di Colombarini gli anni del saccheggio”

di Ruggero Veronese | 3 min

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31491f64-10b8-4c77-a779-100ddedbb779“Gli anni precedenti alla gestione Colombarini-Mattioli hanno prodotto il saccheggio della Spal. Penso alla scrivania di Paolo Mazza, che dovrebbe essere un patrimonio della città e non di chi se la tiene in garage”. A qualcuno tra Ferrara e dintorni, attorno alle 12:30, saranno fischiate le orecchie mentre l’assessore allo sport Simone Merli parlava degli ultimi turbolenti anni della società sportiva ferrarese. I complimenti di sindaco e assessori ai vertici che stanno riportando la società agli antichi fasti fanno da contraltare alle ‘frecciate’ verso le gestioni passate.

La promozione in Serie B sarà un’occasione per aprire i lavori di riqualificazione di tutto lo stadio Paolo Mazza. Ma non solo: Spal e amministrazione comunale vogliono che in tutta la città torni la passione per la società sportiva e le iniziative parallele saranno molteplici: dalla concessione di una ‘foresteria’ in città per ospitare i ragazzi del settore sportivo, alla creazione di un museo pubblico all’interno dello stadio sulla storia della Spal. Ed è a questo proposito che Merli avanza il proprio appello alla cittadinanza: “Ci sono beni che non hanno un valore economico, ma emotivo e sentimentale per la città: chi ne è in possesso pensi che sarebbe un bene restituirli alla Spal. Nei prossimi giorni chiederemo di darci una mano per ricostruire questa storia”. Il messaggio non è rivolto solo a chi legittimamente conserva cimeli e ricordi della società sportiva, ma anche e soprattutto a chi – con la coscienza meno immacolata – si è impossessato di oggetti anche di grande valore simbolico come la scrivania di Paolo Mazza.

Anche il sindaco Tiziano Tagliani si mostra convinto che il vento sia ormai definitivamente cambiato e rivolge parole entusiaste a Colombarini e Mattioli: “Sono molto contento del vostro operato – afferma il primo cittadino -. C’è stato un momento in cui credevo di aver fatto una grossa cavolata (il termine non era proprio questo, ndr), togliendo lo stadio alla Spal per darlo alla Giacomense. Si trattava di scommettere sul cavallo giusto, ma sono stato ripagato dalla serietà di persone come Mattioli e Colombarini che si sono rivelati due elementi vincenti, con una puntualità nel programma da azienda svizzera. In questi mesi ritroviamo una passione palpabile per la Spal che prima non c’era più: ovunque vai, ti trovi circondato da un affetto per la squadra che fa bene a tutta la città”.

Nel frattempo ci si prepara a un fine settimana di festeggiamenti senza precedenti e il presidente della Spal, Walter Mattioli, si alterna tra cautela ed entusiasmo: “Della festa non voglio ancora parlare, ma in questi giorni non abbiamo dormito molto. Non sarà facile gestire 24mila persone che aspettano questa promozione da 20 anni: sarà una notte molto particolare. Abbiamo lavorato molto per riportare questa squadra in alto e tutta questa euforia della città non può che farci piacere. Cercheremo di ottenere i permessi dalla questura per qualche biglietto in più perchè sono già esauriti”.

L’assessore al commercio Roberto Serra illustra alcune note tecniche sui festeggiamenti: sarà montato un palco in centro storico e non sarà consentito l’uso di petardi o fuochi d’artificio. Ma ora è il tempo della grande attesa per il match di sabato, che potrà portare alla certezza matematica della promozione: “Nell’ultimo anno e mezzo – afferma Merli – siamo stati in città come Reggio Emilia, Torino e Como per studiare i loro impianti, oggi eravamo allo stadio di Empoli per osservare la sua area commerciale. Anche se silenziosamente, il Comune e la società hanno cominciato da tempo a lavorare al nuovo progetto”. E Mattioli sottoscrive: “Ringraziamo l’amministrazione per il supporto che ci ha fornito. Dobbiamo essere pronti ad accogliere partite storiche con squadre come Palermo, Verona o Vicenza. Sono anni e anni che la nostra tifoseria le sogna, ora tocca a noi”.

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