Cronaca
6 Aprile 2016
Il dramma di Francesco De Scisciolo a colloquio in carcere con i legali dello Studio De Nunzio

L’uxoricida di via Paracelso: “Le volevo bene, come ho potuto farlo?”

di Redazione | 2 min

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L'avvocato Ugo De Nunzio

L’avvocato Ugo De Nunzio

“Le volevo un sacco di bene, come ho potuto farlo?” Sta tutto in questa frase, pronunciata in carcere nel colloquio di stamane con i propri legali difensori delle Studio De Nunzio (Ugo e Marco coadiuvati dall’avvocato Federico Fischer) il dramma del 73enne Francesco De Scisciolo, che ora non si capacita di come abbia potuto uccidere la moglie Elena Salmaso conficcandole un coltello alla gola.

Un uomo mite e un marito modello, così viene descritto da chi lo conosce, che non aveva ragioni per uccidere la persona che più amava. Nessun segnale o motivo scatenante, se non forse la pressione di dovere assistere la moglie colpita da qualche tempo da un ictus invalidante. E allora si dovrà cercare di chiarire “con l’aiuto di esperti” cosa possa aver portato un uomo normale, abituato peraltro ad assistere altre persone malate con l’Unitalsi, a un gesto così insano. “Nemmeno lui ora riesce a spiegarselo”, riferisce l’avvocato Ugo De Nunzio, che peraltro conosce bene il 73enne. “L’ho trovato in uno stato psicologico ancora difficile – aggiunge De Nunzio – ma era più freddo per riuscire a elaborare ciò che ha fatto, preoccupandosi per i suoi familiari. Ha memoria di quegli istanti e ha pianto moltissimo, si è un po’ ‘scaricato’, senza capire cosa gli possa essere capitato. E’ il dramma di una persona capace di assistere altri e non di aiutare se stesso. Ed è sconcertante pensare che il punto di rottura possa arrivare in qualsiasi momento a chiunque”.

I legali di Francesco De Scisciolo anticipano la loro strategia processuale annunciando la richiesta di perizia psichiatrica. Intanto venerdì 8 aprile il 73enne verrà sentito in carcere dal gip Tassoni. Difficilmente durante l’udienza verranno richiesti i domiciliari, anche perché ora per il pensionato risulta più opportuno restare in una situazione protetta come quella in cui si trova al momento in carcere.

“C’è stato probabilmente un breve momento di follia –  commenta l’avvocato Marco De Nunzio – ma vorremmo capire anche noi cosa può averlo scatenato. Ci sono cose diverse da chiarire e dovremo farlo con esperti”.

I prossimi giorni dovrebbe essere eseguita l’autopsia sulla salma della vittima, per poter permettere a breve lo svolgimento dei funerali.

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