Attualità
13 Marzo 2016
Hera apre le porte della centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro

Un tour nella ‘fabbrica dell’acqua’ ferrarese

di Redazione | 3 min

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heraponteMartedì 22 marzo, dalle 9 alle 13, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Hera ha voluto dare a tutti la possibilità di verificare come funziona la sua ‘fabbrica dell’acqua’ ferrarese e vedere il grande lavoro che sta dietro ai nostri gesti d’abitudine quotidiana, come aprire il rubinetto. L’iniziativa ‘inaugura’ il percorso guidato che accompagna i visitatori alla scoperta dell’impianto e ne facilita la comprensione.

Il 22 marzo, quindi, Hera aprirà quindi le porte di uno dei suoi più importanti impianti. Fino a sabato 19 marzo, chiunque potrà prenotarsi per la visita inviando una email di richiesta a relazioniesterne@gruppohera.it in cui dovrà essere indicato un recapito telefonico. I richiedenti saranno richiamati per accordi sullo svolgimento della visita, che avrà la durata di circa un’ora. I gruppi (di una ventina di persone al massimo), saranno guidati da tecnici Hera alla scoperta dei tanti passaggi che l’acqua deve compiere per essere potabilizzata.

Con i suoi 238.000 m2 di estensione, la centrale è una vera e propria “fabbrica dell’acqua” che serve un bacino di quasi 260.000 abitanti, può potabilizzare fino a 1.450 litri di acqua al secondo e produce oltre 77.000 m3 di acqua potabile al giorno. La centrale è una delle poche in Italia ad essere dotata di bacini di lagunaggio che hanno una superficie totale di 45.000 metri quadrati e un volume massimo d’invaso pari a 250.000 metri cubi. Si tratta di una tecnologia in grado di fornire una notevole riserva idrica e, in caso di necessità, consente d’interrompere il prelievo dal Po garantendo per tre giorni l’approvvigionamento a tutto il bacino d’utenza ferrarese servito da Hera. Inoltre questa tecnologia fornisce un contributo importante alla depurazione, consentendo una prima fase di purificazione grazie alle reazioni biologiche che avvengono spontaneamente.

Oltre ai bacini di lagunaggio e ai chiariflocculatori, la centrale è composta da serbatoi in cui l’acqua è sottoposta ad ozonizzazione, da enormi cisterne per la filtrazione tramite carboni attivi, da grandi vasche seminterrate e blindate per lo stoccaggio dell’acqua già potabile e, infine, da impianti che aggiungono il cloro nell’acqua prima della sua immissione in rete, per proteggerla da eventuali successive contaminazioni batteriche. L’intero processo è governato e controllato, oltre che dai tecnici e dagli operatori Hera, dal sistema di telecontrollo del polo unico di Hera di Forlì.

Hera, sull’acqua che complessivamente produce, esegue 1.800 analisi al giorno, circa 650.000 all’anno. Le concertazioni rilevate sono in media inferiori dell’84% ai limiti di legge e il 99,8% delle analisi risultano conformi alla legge. Simili risultati confermano anche la validità dei processi di trattamento cui l’acqua è sottoposta prima di essere immessa nella rete. In particolare, nel ferrarese dove l’approvvigionamento dipende per la maggior parte dall’acqua del fiume Po, il 100% dell’acqua distribuita è sottoposta a trattamenti più complessi rispetto alla sola disinfezione, per garantirne la massima salubrità. Ai controlli direttamente eseguiti da Hera, si aggiungono quelli svolti dall’Azienda Asl.

Le visite serviranno anche a raccontare il forte impegno di Hera sull’acqua. Nei suoi tredici anni di attività, infatti, la multiutility ha investito molto nel ciclo idrico e continuerà a farlo: entro il 2019 ha previsto 42 milioni di euro da destinare al servizio idrico del territorio ferrarese.

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