Vigarano
23 Febbraio 2016
Il candidato sulla frattura nel centrodestra: "Fino all'ultimo ho cercato il dialogo, ma Fabbri non è ancora un leader"

Raho schiva le polemiche: “Speravo nelle primarie, ma ora punto sul mio programma”

di Ruggero Veronese | 3 min

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945c0ced-7f06-49df-81ac-af3346ad405fVigarano Mainarda. Bilancio partecipato per le frazioni, più controlli e attività sul territorio da parte della polizia municipale, un maggior coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni dell’amministrazione. Sono questi alcuni dei principali punti del programma di Antonio Raho, candidato sindaco per la lista Di Più Per Vigarano supportata dal partito Fratelli d’Italia. Che negli ultimi giorni ha sciolto le proprie riserve e ufficializzato la propria candidatura, dopo la scelta degli altri partiti e movimenti di centrodestra (Lega Nord, Forza Italia e Per Noi Vigarano) di puntare – senza passare per primarie o altre forme di consultazione – su Davide Bergamini come sfidante del sindaco uscente Barbara Paron.

Una decisione da cui è nata la frattura con Raho, che pur senza attaccare direttamente i potenziali alleati non nasconde le proprie perplessità sul tipo di percorso scelto dal centrodestra: “Ho ufficializzato la mia candidatura con un certo ritardo – ci spiega – perchè fino all’ultimo ho cercato di proporre soluzioni ai partiti. La mia idea è che Davide (Bergamini, ndr) non sia abbastanza conosciuto per battere un sindaco uscente e avevo accolto l’idea di Fratelli d’Italia di fare le primarie, che potevano essere anche un buon metodo per far conoscere alla gente il candidato Bergamini. Ma tutto questo non è successo”.

La lista Di Più Per Vigarano ha quindi deciso di sciogliere gli indugi e di ufficializzare la candidatura di Raho, che il 12 marzo presenterà ufficialmente sia il programma elettorale definitivo che i 12 componenti della lista. Al momento si sa che i suoi 12 componenti saranno per metà uomini e per metà donne e che cinque di essi – compreso il potenziale vicesindaco – saranno originari di Vigarano Pieve. Questo perchè, spiega Raho “è una delle zone che ha subito tra le peggiori ricadute dal terremoto, basti pensare alla situazione delle scuole, e pensiamo che una figura come il vicesindaco possa spronare la rinascita di questo territorio”. Dieci componenti della lista proverranno dalla società civile, mentre due (è molto probabile la presenza di Mario Zanella) saranno esponenti di Fratelli d’Italia.

Rispetto all’amministrazione Paron, Raho sottolinea che a suo avviso il problema più rilevante è stato “l’incapacità di un confronto con i cittadini e di raccoglierne le sollecitazioni”, e anche per questo il candidato punta forte sulla proposta di introdurre il bilancio partecipativo nelle frazioni, “ovvero l’idea di istituire delle consulte di frazione che possano fare proposte all’amministrazione, che dal secondo anno di mandato dedicherà a questi progetti una parte specifica del bilancio”. L’unico giudizio positivo sulla Paron riguarda invece “nella reazione immediata al terremoto, penso alla prontezza nell’uso della protezione civile e della polizia municipale”.

Chiudiamo il discorso con un ultima riflessione su quanto capitato in seno al centrodestra: è vero – come sostenuto ad esempio da Fratelli d’Italia a Cento – che la Lega Nord sta imponendo le proprie decisioni tra gli alleati politici? “L’atteggiamento della Lega – commenta Raho – è quello di chi si sente forte di un riconoscimento che ha avuto dalle urne nelle ultime elezioni, questo è indiscutibile. È giusto che la Lega si senta forte di questo ma un conto è trainare, un altro è comandare. Lo dico come critica propositiva perchè penso che Alan Fabbri sia in questo momento la personalità di spicco del centrodestra ferrarese, ma deve ancora diventare un leader. Un leader non impone ma guida, da suggerimenti. Ho vissuto da vicino le situazioni a Vigarano e Cento e mi è sembrato di vedere delle forzature. Non lo dico per innescare polemiche, visto che il tempo delle polemiche è già finito, ma mi sarei  aspettato, ed ero convinto che sarebbero state possibili, forme di consultazione come le primarie. Ora il rapporto si è un po’ inquinato, ma spero che si rinsaldi quanto prima perché il centrodestra ha bisogno di tornare ai livelli di qualche anno fa”.

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