Eventi e cultura
4 Febbraio 2016
Mastice e Lametàfisica sdoganano la musica noise a Ferrara

La “distruzione sonora” al Patchanka

di Redazione | 3 min

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unnamed (1)La distruzione sonora nella piccola Ferrara. Il gruppo ferrarese Mastice sceglie queste parole per descrivere la serata con Lametàfisica che ha preso vita venerdì 29 gennaio scorso presso il Patchanka di Ferrara, il locale di via Ricostruzione molto conosciuto a livello locale e non solo.

“Una serata a dir poco unica in un ambito come quello ferrarese – raccontano i ragazzi – dove, per carità, le proposte non mancano, ma credo che mai prima d’ora, o raramente, si sia vista e ascoltata una sinergia di ambienti espressivi certamente ostici ma che si sono miscelati senza nulla, o quasi, di preparato a tavolino. Una forma di totale improvvisazione”.

L’evento ha visto il gruppo Mastice (attivo da qualche anno sulla scena locale e non) formato da Igor Tosi, Riccardo Silvestrini e Samboela esibirsi con Alessandra Zerbinati (Lametàfisica). Quest’ultima da anni partecipa attivamente a festival incentrati sull’espressività noise in tutta Europa ed è un’autorevole esponente di questo movimento che raccoglie un numero impressionante di appassionati e praticanti.

Parliamo di “distruzione sonora”, parliamo di devastazione e scorporazione di tutto ciò che viene definito dall’orecchio umano come “musicale”, sbrindellato in ogni suo frammento e, successivamente ripreso e rimodellato per dar vita a forme espressive alquanto ostiche e, allo stesso tempo, affascinanti. Il tutto cicatrizzato da filmati che concedono libera scelta a chi assiste di trovare la propria chiave di lettura dell’insieme.

“Parliamo della ‘piccola’ Ferrara, nella quale, a dispetto della limitata capacità organizzativa (intesa come assenza o scarsità di sponsorizzazioni importanti), si possono organizzare eventi come questo fino ad oggi presenti in città come Berlino e Londra, tanto per intenderci – racconta il chitarrista Silvestrini -. Penso che siamo riusciti a ‘sdoganare’, nella piccola Ferrara, una forma espressiva, fino a poco tempo fa, solo alla portata di realtà di ben altra caratura”.

Ma tutto quello sopra descritto non sarebbe stato degno di nota se, nel trascorrere della serata, i musicisti non avessero notato un cospicuo gruppo di spettatori che, incuriositi dalla scenografia e da quei suoni inediti, hanno sfidato quello che poteva essere un tabù, e non si sono arresi ai primi rumorosi campionamenti, ma hanno duellato con Alessandra e i Mastice (che per l’occasione hanno ripresentato alcuni loro brani riarrangiati) e hanno trovato la loro chiave di lettura. Hanno affrontato radio a transistor malfunzionanti, bambole che emettevano urla distorte, chitarre drone, sintetizzatori filtrati da vecchi registratori, batterie composte da secchi e pentole. Il tutto incollato e supportato dalla proiezione video di Trash Humpers di Harmony Korine.

“Ogni spettatore ha elaborato una propria interpretazione. Qualcuno è rimasto spiazzato dall’ostilità della materia, qualcun’altro è rimasto notevolmente impressionato – commenta Silvestrini a nome di tutta la band -. Ed è proprio questo l’aspetto che va sottolineato: la partecipazione in risposta a questa iniziativa alternativa, una proposta che si può fruire in modo analogo e molto più supportato solo in altre realtà e che scardina il luogo comune della pochezza di offerte in ambito locale”.

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