Economia e Lavoro
21 Gennaio 2016
Secondo i lavoratori del petrolchimico i rifornimenti di monomeri potrebbero essere meno pregiati dopo lo stop del cracking

Guasti al petrolchimico: non è solo manutenzione

di Ruggero Veronese | 2 min

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Una nube dall'impianto Versalis dopo l'attivazione dei dischi di rottura (immagine di archivio)

Una nube dall’impianto Versalis dopo l’attivazione dei dischi di rottura (immagine di archivio)

Da cosa sono causati i sempre più frequenti stop – con tanto di torce accese e attivazione dei dischi di rottura – agli impianti di produzione del petrolchimico ferrarese? Dalle scarne comunicazioni del consorzio Ifm non si apprende molto: in un paio di righe si legge di generiche “operazioni d manutenzione”. Ben diverse però sono le voci che circolano tra i lavoratori del petrolchimico, e che hanno trovato voce durante l’assemblea di mercoledì pomeriggio.

“Già è difficile spiegare che abbiamo le valvole di sicurezza, ma perdere il controllo di produzione è tutto un altro discorso”, si sfoga un lavoratore durante l’incontro con la segretaria Cgil Susanna Camusso. “Il cracking di Porto Marghera deve restare in funzione, perchè consente di realizzare meglio i prodotti. Sappiamo tutti che, quando arrivano i rifornimenti via nave, ci può essere dentro di tutto”. Si torna quindi a parlare dell’impianto cracking di Eni, collegato ai petrolchimici del quadrilatero padano via pipeline e che assicura – o meglio assicurava – rapidi e pregiati rifornimenti di monomeri di base.

In assenza di questo canale gli approvvigionamenti arrivano via nave ma sono, secondo molti dei presenti, di qualità più scadente. Ed è opinione diffusa tra i lavoratori che i sempre più frequenti stop agli impianti degli ultimi mesi siano legati proprio a questo fattore, oltre che alla ‘anzianità’ dell’impianto X di Versalis che risale ormai al 1971. Una ‘voce’ che non trova conferma nelle comunicazioni ufficiali del consorzio Ifm, ma che tra i 300 lavoratori riuniti in sala mensa ha quasi il carattere della certezza. I disinvestimenti di Eni, insomma, secondo centinaia di dipendenti stanno già provocando pesanti – anche se mai dichiarati – disagi.

Anche l’assessore Caterina Ferri mette in guardia le imprese, riferendosi ai “guasti di questi giorni, che hanno fatto sorgere preoccupazione nei cittadini. Ci auguriamo che l’incontro in prefettura (giovedì prossimo, ndr) ci porti risposte su come stanno pensando di investire per risolvere questi disagi. C’è chi pensa anche che ci sia una più o meno taciuta mancanza di manutenzione sull’impianto Decimo: noi questo non lo accettiamo e pretendiamo risposte in questo senso”.

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