Economia e Lavoro
7 Gennaio 2016
Sdegno tra lavoratori e sindacati per l'e-mail interna con cui l'azienda liquida il licenziamento del delegato

Caso Fiorini: “Cercano di comprarci con un premio economico”

di Ruggero Veronese | 3 min

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48243f41-e672-47f7-bd8e-4f8333208a3bIn mezzo alle polemiche che hanno accompagnato il licenziamento del delegato sindacale Luca Fiorini da parte di Basell c’è un punto, in particolare, che solleva l’indignazione dei lavoratori riuniti in assemblea.

Si tratta di una e-mail aziendale del 5 gennaio, girata dalle direzioni dello stabilimento a tutti i dipendenti, in cui l’azienda fornisce – assai brevemente – la propria versione dei fatti per poi cambiare repentinamente argomento e virare sulle “cose che interessano la gente in fabbrica”.

In particolare per quanto riguarda i premi di partecipazione da inserire nel contratto integrativo. Una e-mail in cui, secondo gran parte dei dipendenti in assemblea, si cela un “tentativo da parte dell’azienda di sostituirsi ai sindacati, usando il premio economico come elemento di controllo”.

Per rendersi conto delle ragioni di lavoratori e sindacati basta leggere il testo della mail, che vi proponiamo in esclusiva. Fiorini – mai nominato esplicitamente, ma sostituito da un anonimo “delegato sindacale” – viene liquidato nel giro di tre righe: “Innanzitutto ribadiamo che, riguardo all’episodio del delegato sindacale, il rispetto delle regole è alla base di qualsiasi società civile, sia essa la famiglia, l’azienda o altre organizzazioni: alzarsi urlando, bestemmiare, minacciare di dare un pugno e spingere un collega è un comportamento inaccettabile. E così è. Vogliamo però qui parlare di cose che interessano tutti i colleghi di questo stabilimento e cioè il Contratto Integrativo, di cui fanno parte Premio di Partecipazione, Gestione dell’invecchiamento, Programmi e quindi occupazione”.

Immagine2I dirigenti Basell in sostanza attribuiscono ai sindacati e ai tempi della contrattazione le responsabilità per la situazione di stallo in cui si trova il rinnovo del contratto integrativo, lasciando intendere che senza gli ‘ostacoli’ dei sindacati i dipendenti godrebbero già oggi di un trattamento più vantaggioso: “Per mesi – continua la mail – è stata discussa e contrastata la proposta economica aziendale del Premio di Partecipazione che avrebbe portata a un consistente incremento di valore rispetto al passato. Discussioni su singoli termini riguardo ad argomenti di difficile convergenza, e che comunque avevano trovato una certa ragionevole sintesi, hanno inutilmente allungato i tempi della trattativa, interrotta poi in dirittura d’arrivo dall’ormai noto evento. In un anno in cui, come sapete, in Contratto Collettivo Nazionale non prevede aumenti, questa interruzione ha anche conseguenze fiscali e contributive”.

La missiva si conclude con la Direzione che “ribadisce la volontà di concludere la trattativa sull’Integrativo in tutti i sui risvolti, separandolo da qualunque altra vicenda, al fine di arrivare in tempi brevi a una conclusione, che possiamo intravedere soddisfacente per le parti, su temi di rilevanti importanza quali – ricordiamo – premio di partecipazione, gestione dell’invecchiamento e programmi e quindi occupazione. Lo dobbiamo fare con la Rsu, che avrà il vostro mandato”.

Di questa e-mail lavoratori e sindacati contestano sia le premesse che le conclusioni. Durante l’assemblea uno dei delegati presenti alla riunione del 17 dicembre smentisce che Fiorini abbia mai “minacciato di dare un pugno o spinto un collega”. Ma è soprattutto quella brusca virata verso le “cose che interessano i lavoratori” – come se il tavolo sindacale o il tema dei reintegri non avessero a che fare il loro lavoro quotidiano e con le loro prospettive future – a essere prese come una presa per i fondelli: “Questa è gente che vuole solo dei servi e che con queste e-mail prova a sostituirsi al sindacato”, sono le parole al megafono di un lavoratore a pochi minuti dall’assemblea. La tensione cresce. E forse non saranno i premi di partecipazione a placarla.

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