Si sono ritrovati in duecento a Roma davanti a Palazzo Koch, sede di Bankitalia, per manifestare contro il decreto salva-banche e chiedere al governo una soluzione alternativa al sacrificio di azionisti e correntisti di Carife, Carichieti, Banca Marche e Popolare Etruria. Alla manifestazione, organizzata da Adusbef, Federconsumatori e dal comitato Vittime del Salvabanche, ha partecipato anche una delegazioni di risparmiatori ferraresi, guidati da Mirko Tarroni che pochi giorni fa aveva spiegato a Estense.com le ragioni della mobilitazione.
“Eravamo una manciata di persone da Ferrara – racconta Tarroni -, era preventivabile perché la manifestazione è stata organizzata in pochi giorni. Ma il segnale importante è stata la marea di telefonate che ho ricevuto da parte di persone che avrebbero voluto esser presenti ma, tra chi era impegnato con il lavoro e chi è anziano e ha difficoltà a spostarsi fino a Roma, non potevano partecipare. Ora l’ideale sarebbe organizzare degli appuntamenti anche nelle singole città, in modo da mobilitare più persone possibile”.
L’obiettivo del comitato è quello di proporre soluzioni alternative al salva-banche, come l’intervento del Fondo Interbancario che fino al 22 novembre – quando il governo ha varato il decreto – appariva come l’ipotesi più percorribile. “Il movimento ha cercato di far capire che si può ragionare su altre opzioni – conferma Tarroni -, come l’emissione di warrant che avrebbe potuto aiutare i risparmiatori a recuperare l’investimento. In gioco non ci sono solo i soldi di azionisti e correntisti, ma anche la fiducia dei cittadini verso questi istituti: bisogna guardare alla visione di insieme fare in modo che i clienti e i correntisti rimangano in Carife, perchè in una città come Ferrara tutti noi abbiamo amici o parenti che hanno perso i propri investimenti e che in questi giorni stanno pensando di cambiare banca. E il governo dovrebbe preoccuparsi anche delle ripercussioni elettorali della sua decisione”.
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Vittorio Ferraresi del M5S
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In piazza anche il Movimento 5 Stelle, con Vittorio Ferraresi e Alessandro Di Battista (accolto da un’ovazione dei manifestanti), mentre anche Maurizio Gasparri si è mischiato ai partecipanti ma senza raccogliere altrettanto consenso. “Abbiamo protestato in Via Nazionale – affermano i deputati del M5S – perché i vertici della nostra vigilanza devono andare a casa. Sono responsabili, assieme all’esecutivo, di una violazione clamorosa della tutela costituzionale del risparmio e devono comprendere la gravità di provvedimenti come il ‘salva-banche’, che azzera la fiducia dei cittadini e rappresenta un vulnus per la stabilità del sistema del credito. Una mina ben più grave della diffusione di informazioni chiare e tempestive sulle reali condizioni degli istituti, pratica che, al contrario, garantirebbe maggior consapevolezza e serenità a beneficio degli investitori”.
Tornando ai risparmiatori giunti a Roma, l’intenzione dopo la manifestazione di Roma è quella di proseguire la mobilitazione nelle singole città. “Sicuramente il comitato con i risparmiatori delle altre banche continuerà le iniziative – afferma Tarroni -, ma a Ferrara occorre un maggior coinvolgimento delle singole persone e delle associazioni. Tante persone mi hanno detto che saranno presenti se organizzeremo una manifestazione nella nostra città
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