Spunta il “tappeto volante” in via Armari: rimosso dai vigili del fuoco
Altro che favola orientale: in pieno centro storico è comparso un vero e proprio "tappeto volante"
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I continui furti nei parcheggi dell’ospedale di Cona finiscono al centro di una presa di posizione formale del sindacato Fials, che ha inviato una nota alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e al sindaco della città per denunciare il ripetersi di furti di catalizzatori ai danni di dipendenti e cittadini
Rimane alta l'attenzione del corpo di Polizia Locale Terre Estensi, che da qualche tempo sta affrontando con determinazione il tema relativo allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti da parte dei più giovani nei plessi scolastici di Ferrara
Continua l'attività di prevenzione e contrasto all'illegalità condotta dai carabinieri di Comacchio. Il 1° e il 2 marzo scorso, i militari hanno attuato un servizio di controllo straordinario del territorio che ha interessato i territori comunali di Comacchio, Lagosanto e Goro
Prosegue senza sosta l'attività di contrasto allo spaccio e alla detenzione di sostanze stupefacenti condotta dai carabinieri di Portomaggiore che, durante i giorni scorsi, ha portato alla denuncia di due soggetti nell'ambito di due differenti operazioni antidroga
di Daniele Modica
Campotto. Una banda di predatori colti in flagrante nell’atto di rubare 10 quintali di pesce per un valore totale di 4 mila euro. L’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili del furto dopo ore di appostamenti notturni è stata condotta a termine grazie agli sforzi congiunti della Polizia provinciale e dei Carabinieri del Norb e del Radiomobile di Portomaggiore.
Tutto è avvenuto la notte scorsa nel cuore del Mezzano, nella zona del Consorzio di Bonifica di Renano, oasi di Campotto, lungo il canale Saiarino. Erano le 21.30 di ieri sera quando grazie ad una rete molto efficiente di informatori, il comandante della Provinciale Claudio Castagnoli è stato avvertito di strani movimenti vicino alla strada Cardinala. In particolare gli informatori riferivano di un furgone avvistato all’interno della stazione 6 dell’area protetta Parco del Delta. Il comandante ha subito inviato due pattuglie e si è poi coordinato con il comandante Antonio Muzzi del Norm dei Carabinieri di Portomaggiore e con il collega maresciallo Angelo Tria. Gli agenti della Polizia vestiti in tute nere e con i visori notturni sono poi rimasti oltre quattro ore appostati per poter cogliere i ladri in flagrante.
Si tratta di quattro cittadini di nazionalità romena: M.V.C., di 26 anni, N.N., di 35 anni, R.C.B. di 20 anni e P. G., di 27 anni. Gli arrestati sono stati immediatamente condotti al carcere dell’Arginone, in attesa delle disposizioni del pm Stefano Longhi. Domani avverrà il processo per direttissima. La refurtiva, consistente in 10 quintali di pesce vivo, è stata recuperata e, grazie alla tempestività dell’intervento, è stato possibile liberare gli animali. Sotto sequestro il furgone, la barca e gli attrezzi usati dai malviventi.
“Ci tengo a sottolineare – ha dichiarato il comandante Castagnoli – che l’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione con i nuclei dei Carabinieri. Ma un plauso va anche agli uomini della Provinciale che hanno passato tutta la notte al freddo in appostamento”. “E’ da un anno e mezzo – ha ribattuto il comandante Muzzi – che lavoriamo per dare man forte alla Polizia nell’intento di arrestare un fenomeno importante come quello predatorio. I quattro responsabili sono stati arrestati per furto, ma abbiamo ipotizzato anche il reato di furto in abitazione perché la zona dove hanno operato è una dimora privata, dove ci vivono persone. Il reato 624 bis permetterebbe pene più severe”.
I quattro malfattori che passeranno la notte al carcere di Ferrara erano già noti alle forze dell’ordine, specialmente il ventiseienne M.V.C., che un mese fa aveva denunciato il furto del suo furgone, una tecnica per depistare le indagini riguardanti un furto avvenuto con il mezzo stesso.
I pesci catturati, normalmente allevati per la vendita, sarebbero stati probabilmente condotti all’estero per alimentare il mercato nero. Il pescato era stato raccolto in buste di plastica e avrebbe potuto essere venduto in condizioni igienico sanitarie non idonee al consumo. La banda era attiva già da un po’ e aveva preso di mira proprio il territorio del Mezzano. “Abbiamo contato – ha sintetizzato Castagnoli – che in due anni la perdita per il settore causata da atti predatori ammonta a circa 50mila euro, senza considerare i danni per l’ambiente”. “La nostra – ha detto il comandante della Polizia Provinciale riferendosi al lavoro svolto di concerto con i militari di Portomaggiore – è stata un bella prova d’orchestra e possiamo dire che questa volta gliele abbiamo suonate”.
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