Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
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C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Pauroso incidente stradale a Ponti Spagna, frazione di Bondeno, dove un uomo di 71 anni è rimasto gravemente ferito dopo aver perso autonomamente il controllo della propria moto da cross, cadendo a terra
Dopo aver vinto nel dicembre 2024 la categoria cruising della regata Atlantic Rally for Cruisers (Arc), partendo dalle Canarie e tagliando per prima il traguardo di Santa Lucia nei Caraibi, l'equipaggio dell’imbarcazione a vela MaiMai, ha compiuto un'altra impresa
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice
(foto da djalfa.altervista.org su gentile concessione di Flavio Gandini)
“All’inizio trasmettevamo dal sottotetto di una casa della nonna di uno di noi, ma sarà stato per dieci giorni perché poi arrivò un dj di colore, la nonna si spaventò e ci cacciò”. È uno dei ricordi di Stefano Negri, tra i soci fondatori di Rete Alfa, che allora, nel 1975, si chiamava Tele Radio Alfa.
Una radio amatoriale, fatta da amici. “La fondò Alessandro Puttinati che allora aveva un negozio di autoradio, ebbe questa idea e con alcuni amici fece le prime trasmissioni”, ricorda Negri, “poi andarono a prendere un trasmettitore militare a Livorno e con un mixer e due giradischi iniziarono le trasmissioni”. Ma le cose non andavano benissimo, l’inesperienza e le difficoltà tecniche non permettevano una diffusione ottimale. Negri, appassionato di elettronica – che poi ha lavorato per i network nazionali e ora è fondatore della Stel Srl, azienda che si occupa di offrire un servizio internet – divenne il tecnico della radio e anche grazie a lui Rete Alfa sconfinò le radio di quartiere, arrivando lontano, molto lontano.
“Il primo ripetitore fu quello a Monte Calderaro – ricorda ancora Negri -. Portammo su la corrente da un contadino che stava a 500 metri, lo montammo su un Ford Transit che credo sia ancora lì e poi tirammo su un palo da 14 metri”. Arrivarono le prime due telefonate: una da San Benedetto del Tronto, l’altra da Castiglione delle Stiviere. L’altra arrivò da San Martino di Castrozza, nel Trentino orientale. “Non ci credevamo, siamo andati anche a controllare che fosse vero”, racconta ancora Negri.
Le telefonate divennero poi tante. “Ogni tanto”, ricorda Flavio Gandini, oggi tecnico informatico all’Università di Ferrara, allora giovanissimo liceale appassionato di radio e di storia delle radio libere della città, “dovevamo staccare il telefono perché avevamo troppe richieste e non riuscivamo a mettere tutta la musica”.
Rete Alfa cambio spesso sede nei primi anni di vita, dal sottotetto di una nonna a una casa di campagna in via Pomposa, poi uno scantinato a Quacchio – dove Gandini iniziò a collaborare e dove, racconta Negri, “abbiamo iniziato a sentirci forti e sono partiti primi programmi”. Fino al Grattacielo. Da lì Rete Alfa si poteva sentire a Ferrara come in quasi tutta la Regione e in buona parte di quelle limitrofe.
Ma una delle prime radio libere di Ferrara – chiusa con la vendita delle frequenze solo qualche giorno fa – è stata anche una palestra radiofonica.
“La trasmissione forse più famosa era Sound System – afferma Gandini -, c’erano Marco Bersanetti e Eddy Dj a cui insegnai a usare il mixer. Ricordo anche Marcello Guzzinati che alternava la motocross alla radio. Mettevano musica da discoteca – ricorda ancora Gandini -, andavano a prendere i dischi americani al Peecker Sound di Formigine ed erano tra i primi a passarli”. E da quei programmi sono usciti nomi poi diventati famosi nel panorama radiofonico nazionale: “Ci fu un momento in cui anche molti dj Radio Lidi venivano da noi, avevamo gli speaker migliori e molto sono finiti nelle radio nazionali. Eravamo una fucina di talenti”, afferma Negri che ricorda anche le prime trasmissioni in diretta, pionieristiche per il tempo: “Ci bastava poco, ricordo spettacoli trasmessi in diretta di due artisti allora non tanto conosciuti come Beppe Grillo e Roberto Benigni”.
La radio cresceva ma “era tutto uno scherzo, tutto un ridere tra noi – ricorda con nostalgia Gandini -. Eravamo tutti amici e ci divertivamo. È il ricordo più bello, era una cosa molto goliardica, ci siamo accorti del successo solo dopo”. “Ricordo che un anno arrivammo a fatturare 500 milioni di lire – afferma Negri -, a quei tempi era una bella cifra”.
Ma successo significa crescere – nasce Alfa 2, con la musica prevalentemente italiana -, provare a cambiare gli orizzonti. Così nei primi anni ’80 arrivano nuovi soci, nuove dinamiche e nuove prospettive. “Ci furono un po’ di dissidi interni con l’ingresso di un nuovo socio – spiega ancora Negri – e decisi di andare via e collaborare con R105 e Radio Montecarlo. Erano cambiati gli equilibri interni”. E per Rete Alfa era iniziata una nuova stagione.
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