“È una consulenza tecnica che potrà aprire la strada a decine di nuove cause civili. Circa 700 azionisti ci hanno contattatoper inviare una lettera di reclamo alla banca ed eventualmente per agire attraverso vie legali. Molto dipenderà da questo passaggio”. A parlare è il consulente di Federconsumatori Massimo Cerniglia, in seguito all’udienza civile nel tribunale di Ferrara che vede un ex azionista Carife fronteggiare l’istituto di credito.
Una battaglia legale iniziata nell’aprile scorso e dovuta al fatto che, secondo l’associazione, nel 2009 e durante l’aumento di capitale nel 2011 Carife avrebbe venduto azioni ai propri soci “senza spiegare che si trattava di titoli a rischio”. Come andò a finire, purtroppo,è storia nota: nel 2011 i titoli Carife valevano 21 euro ciascuno, ma il loro valore precipitò fino ai 27 centesimi attuali. Una caduta in picchiata che causò, secondo Federconsumatori, la perdita di circa 200 milioni di euro per gli azionisti.
Si sarebbero potuti rendere conto di quanto li attendeva o davvero le informazioni fornite da Carife non erano sufficienti per trarre un giudizio completo? È attorno a questo quesito che ruota la causa civile promossa da Federconsumatori, che a sua volta sarà determinata dalla consulenza tecnica disposta ieri mattina dal tribunale, che dovrà far luce sia sul livello di rischio dei titoli, sia sulla propensione al rischio degli investitori al momento della sottoscrizione.
“Si tratta di una causa molto importante – commenta Cerniglia -, perchè tramite la verifica del consulente tecnico d’ufficio si potrà verificare il grado di rischio dei titoli, che se dovesse essere alto, come noi supponiamo, dimostrerebbe l’inadeguatezza dell’operazione che era stata proposta a tutti coloro a cui sono stati venduti i titoli”.