Non bastano le polemiche sugli affidamenti diretti a Camelot e sull’indifferenza degli italiani di fronte al dramma dei migranti (paragonata a quella che negli anni ’30 accompagnò l’Olocausto) per far cambiare idea al sindaco Tiziano Tagliani. Che, in una lunga intervista ad Alberto Maio del programma Aria Pulita (in onda su 7 Gold) ha difeso le politiche di accoglienza del Comune di Ferrara, ribadendo la propria condanna alle posizioni di intolleranza diffusa (con qualche stoccata alla Lega Nord) e relegando la vicenda degli appalti alla principale cooperativa sociale ferrarese come semplice “polemica estiva”.
Due discorsi, quello ‘generale’ sull’accoglienza e quello sul caso Camelot, che è giusto tenere ben distinti. Per quanto riguarda la vicenda degli affidamenti diretti, Tagliani afferma che “in realtà non c’è alcun provvedimento dell’Anac, ma c’è lo sfruttare un adeguamento da parte del Comune di una direttiva uscita del 2014, relativa anche ad altri Comuni che si sono comportati esattamente come noi, che dà una interpretazione che implica l’adozione di gare anche per un servizio come lo Sprar, che da noi copre 85 posti per gli immigrati e la cui assegnazione è precedente a questa nuova interpretazione. Proprio in rispetto a quei principi il Comune ha autonomamente revocato l’appalto, che era stato dato con criteri di affidamento diretto, per pubblicare un bando al quale parteciperanno tutti coloro che hanno esperienze e professionalità per partecipare. Parliamo di una quota irrisoria rispetto a a quella complessiva e abbiamo fatto questa scelta, anche se non ne avevamo l’obbligo, nel rispetto di una direttiva che impone più trasparenza”.
E anche di fronte alla domanda sui presunti legami personali o familiari tra Camelot e il Comune (polemica sollevata dalla Lega Nord e che ha scatenato la querela per diffamazione da parte degli assessori Merli e Maisto), Tagliani torna all’attacco: “Elemento da considerare per la gara? Assolutamente no. Intanto perchè è una grandissima balla e coloro che sono stati citati hanno già proposto querela. E in secondo luogo perché spero proprio che questa inchiesta consenta di ripristinare la trasparenza e la legalità e magari anche di penalizzare coloro che fanno politica attraverso la calunnia”.
Le domande di Maio si concentrano però in buona parte sulle polemiche sorte in seguito al paragone tra il senso di indifferenza contemporanea e quello che si respirava negli anni ’30, durante l’Olocausto. “Il mio pensiero – spiega Tagliani – era un richiamo al fatto che molto spesso ci sentiamo assolti da qualsiasi obbligo di coscienza, nel senso che spesso ci siamo chiesti come sia potuto succedere quel dramma straordinario, unico e irripetibile che chiamiamo Olocausto. Il mio richiamo era invece alla fortissima disattenzione e indifferenza rispetto al dramma umano di oggi, senza alcun parallelismo storico ma ricordando come certi drammi sono frutti di una quotidiana disaffezione, ignoranza e mancanza di attenzione da parte nostra. Di italiani, cittadini e forse anche di amministratori”. Concetti che dopo, le polemiche iniziali, hanno subito trovato un sostegno diffuso: “Anche chi aveva in qualche modo preso le distanze – afferma il sindaco -, a partire dal presidente delle comunità ebraiche fino al presidente del Meis. Era una frase rivolta agli italiani e ai concittadini perchè si stavano verificando fatti che poi nei giorni successivi hanno scosso le coscienze, e di cui si erano già colte le drammatiche conseguenze. Devo dire che la frase la ripeterei, come l’ho ripetuta poi sulla stampa, ricevendo anche da Estense.com che dalla Nuova Ferrara significativi attestati di condivisione che mi hanno fatto molto piacere”.
Una volta chiarita la questione, Tagliani fornisce alcuni numeri per interpretare l’emergenza migratoria: “Se ne parla tanto – afferma il sindaco – perchè in Italia siamo ancora abituati a un approccio non pragmatico ma tutto politico ed ideologico. Se si pensa che ci sono tre milioni di immigrati in Turchia e 1,5 in Libano, un paese poco più grande dell’Emilia Romagna, si capisce che possiamo parlare di emergenza ma più a livello politico e di cultura politica che di immigrazione. È chiaro che nei territori sono richiesti sacrifici anche ai nostri concittadini e che questo non deve sorprenderci perchè i presupposti di carattere politico, militare e culturale nei paesi del Medio Oriente erano davanti ai nostri occhi, e ora ci meravigliamo di una situazione a cui abbiamo contribuito anche noi occidentali”. Tagliani difende il programma Mare Nostrum (“Una grande operazione umanitaria”), aggiungendo però che “questa risposta deve vedere coinvolti tutti i paesi europei. Non si affronta un’emergenza come questa se non con criteri di solidarietà diffusa”.
Solidarietà diffusa che, secondo Tagliani, non trova riscontro negli amministratori della Lega Nord, che a volte punterebbe a “voler determinare contrasti sul territorio, come succede quando fa iniziative davanti ai centri di accoglienza, proprio per scatenare le reazioni di chi altrimenti non sarebbe nemmeno a conoscenza del presidio”. In realtà secondo il primo cittadino ferrarese i numeri sono ancora lontani da far pensare a una “saturazione” della capacità di accoglienza, “ma ognuno deve fare la propria parte, quindi nel momento in cui ci sono dei disequilibri nascono anche le problematiche. Non dobbiamo nasconderci il fatto che l’immigrazione non rappresenta un problema oggi nella fase immediata della solidarietà, ma soprattutto nella fase successiva dell’assorbimento dell’integrazione: occorrono posti di lavoro, occorrono abitazioni, posti negli asili nidi. Quindi questo può scatenare domani una guerra tra poveri con elementi problematici in un momento di crisi economica come questo. Ma se pensiamo alle vere emergenze a poche centinaia di chilometri in Kurdistan, in Turchio, nel Maghreb o in Libano, sappiamo che quelle sono situazioni di vera tragedia umanitaria. Certamente il tema posto dal governo circa la solidarietà internazionale consente di rimediare non solo all’emergenza di oggi, ma anche di preparare l’integrazione di domani”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com