Politica
27 Agosto 2015
La deputata Spadoni annuncia esposti ad Anac e Corte dei Conti "in base a quanto accaduto a Ferrara"

Il caso Camelot fa scuola, M5S ‘chiama’ l’Anticorruzione a Reggio

di Daniele Oppo | 2 min

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La deputata M5S Maria Edera Spadoni (foto di Vimo1977/CC-BY-SA 3.0)

La deputata M5S Maria Edera Spadoni (foto di Vimo1977/CC-BY-SA 3.0)

L’invito dell’Autorità anticorruzione rivolto al Comune di Ferrara affinché la gestione del progetto Sprar 2014-2016 divenisse più trasparente con la conseguente revoca dell’affidamento diretto alla cooperativa Camelot rischia di fare scuola anche a Reggio Emilia.

La deputata del M5S Maria Edera Spadoni ha annunciato che presenterà due esposti, uno all’Anac e l’altro alla Corte dei Conti, in merito all’affidamento diretto alla coop D’Ambramo del progetto per la gestione di 30 profughi per il periodo 2014-2016, per quasi 1,5 milioni di euro per tre anni.

In particolare, l’esposto all’Autorità presieduta da Raffaele Cantone – riporta il quotidiano locale Reggio Sera – è “per verificare la legittimità dell’affidamento diretto, anche in base alla revoca della gestione dei profughi da parte del comune di Ferrara alla cooperativa Camelot, dopo che in due riprese lo stesso Cantone aveva segnalato la scarsa coincidenza con l’interesse pubblico di affidamenti diretti di questo tipo da parte del Comune. Non si capisce per quale motivo il Comune di Reggio Emilia abbia affidato la gestione dei migranti alla cooperativa senza una regolare gara d’appalto”.

L’annunciato espostoalla Corte dei Conti riguarderebbe invece un’ipotesi di danno erariale. “In che modo i soci si sono spartiti gli utili di denaro pubblico? – chiede la deputata sempre nelle pagine di Reggio Sera -.  I fondi stanziati dovrebbero essere vincolati alla gestione dei migranti ma, al momento, il Comune non ha pubblicato nessuna rendicontazione di come questi soldi siano stati usati dalla cooperativa”.

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