Eventi e cultura
27 Agosto 2015
Il viaggio musicale tocca anche la Russia. Ecco le storie dei Kallidad, Mazaika e Madrid Hot Jazz Band

Buskers, una ‘fiesta’ dalla Spagna all’Australia

di Elisa Fornasini | 4 min

Leggi anche

Fiera Bis, parla Parisini: “Accuse infondate, venga prosciolto”

Ha scelto di parlare, rendendo dichiarazioni spontanee, Filippo Parisini, l'ex presidente di Ferrara Fiere oggi alla sbarra nel processo Fiera Bis. Lo ha fatto ieri (venerdì 13 febbraio) mattina, davanti al gup Andrea Migliorelli del tribunale di Ferrara, raccontando - a tratti commosso - le gravi difficoltà che ha attraversato una volta arrivato a dirigere l'ente

Kallidad

Kallidad

I Kallidad sono stati i protagonisti indiscussi della giornata di ieri. Ospiti a “Storie di Buskers” prima e alla BuskerNight poi, il trio australiano si è raccontato senza remore al pubblico del Ferrara Buskers Festival. Per loro è la prima volta alla rassegna internazionale del musicista di strada, ma ne parlano bene sia per l’ottima organizzazione che per il tanto pubblico perché anche dall’altra parte del mondo non esiste niente del genere. A dirlo sono gli stessi ragazzi, tutti giovani dai 27 ai 28 anni, che si sentono fortunati perché sono riusciti a coniugare il lavoro con la loro passione: la musica. Suonano insieme da tre anni nelle strade e nei locali di tutta l’Australia ma hanno già girovagato anche per tutti i festival d’Europa al ritmo delle chitarre spagnole di Thomas Raven e Jason Contos e del cajon nelle mani di Julian Lardis.

Strumenti energici e ritmi veloci per un genere musicale che si avvicina alla world music e alla patchanka ma che loro definiscono “Mexican Mariachi Metal”. Uno stile tutto personale che si ispira ai ritmi messicani per uno spettacolo estremo anche nel look: a volte si di dipingono il volto con le linee e le forme delle maschere messicane del giorno dei morti, figure gioiose per la cultura del Messico. Non a caso il nome dell’album è “Death Fiesta” e scelgono la parola fiesta anche per definire il loro genere musicale, in grado di far scatenare anche i più scettici. “A Ferrara è fiesta grande” confermano i rocker di qualità (calidad in spagnolo vuol dire appunto qualità) che, tra note gypsy, ritmi tribali e l’impetuosità del metal, sono pronti a far esplodere una carica di energia musicale tra le vie e le piazze del centro storico estense.

Mazaika

Mazaika

Molto più tranquilli i Mazaika che descrivono la loro musica come un “mosaico di emozioni”. “Ci hanno definiti ironici ma per noi l’importante è far sentire e trasmettere emozioni – spiega il duo proveniente dal Regno Unito e dalla Russia – perché per noi la musica è tutto: un lavoro, uno stile di vita, una famiglia”. Igor Outkine e Sarah Harrison suonano insieme da 19 anni ma sono prima di tutto marito e moglie. Un matrimonio che aveva già sedotto il pubblico ferrarese 12 anni fa. “Il festival è migliorato da allora – ricorda la coppia – perché lo staff è più organizzato e il pubblico più attento. Ci è piaciuto molto suonare a Comacchio e a Lugo ma anche a Ferrara la gente è interessata e si ferma per molto tempo ad ascoltarci o a comprare il cd”. L’album si intitola “What is sorrow to me”, nome di una canzone tradizionale russa che gli piace molto. La musica tradizionale russa è appunto il loro genere musicale ma tra voce tenorile, fisarmonica, balalaika, violino e domra si buttano anche sulla classica, opera e tango. Un mix di generi che li rende davvero un mosaico di emozioni.

Madrid Hot Jazz Band

Madrid Hot Jazz Band

Un unico genere musicale, ma dalle mille sfaccettature, per la Madrid Hot Jazz Band. Il nome del gruppo è emblematico: il quartetto spagnolo conduce gli spettatori nelle musicalità degli albori del jazz per un imperdibile viaggio nelle allegre atmosfere jazz anni ’20 e ’30. Non si tratta però di un mero viaggio nel passato: “La nostra intenzione – spiegano i musicisti che suonano insieme dall’aprile di quest’anno – è portare la musica del passato nel presente, cercando di proporre il ‘vecchio’ jazz in maniera più attuale”. Una musica tradizionale ‘modernizzata’ che piace al pubblico estense: “È la prima volta che partecipiamo al festival ed è un’esperienza molto interessante – commentano Daniele Grammauta, Marcos Prieto, Daniel Cabrera e Marcos Caballero – perché siamo a contatto con altri musicisti e con tanti spettatori”. Un calore on the street che conoscono bene in Spagna dove si esibiscono con diverse formazioni al mercato vintage “El Rastro” e in tutti quei luoghi dove si possa suonare in libertà e in acustico. Tutti quanti voglion fare jazz al ritmo di sassofono, clarinetto, banjo e tuba; gli strumenti protagonisti del loro album “Hot summer of ‘15” per un’estate buskeriana davvero infuocata.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com