Politica
27 Agosto 2015
Spath: "Monopolio di una coop conseguente alle decisioni dell'amministrazione"

Camelot, FdI all’attacco: “Dimissioni per la Sapigni e stop allo Sprar”

di Ruggero Veronese | 3 min

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unnamed (5)“L’assessore Sapigni dovrebbe rimettere il proprio mandato nelle mani di Tagliani, al di là delle dichiarazioni del sindaco. Sarebbe un atto dovuto verso la cittadinanza”. Il giorno successivo alla presa di posizione del primo cittadino ferrarese, che ha di fatto ‘blindato’ il posto dell’assessore ai servizi alla persona, Fratelli d’Italia non arretra di un millimetro dalla propria posizione e – oltre a ribadire la richiesta di dimissioni per la Sapigni -, deposita un’interpellanza in cui mette in discussione tutto il sistema di accoglienza dei migranti attualmente in funzione. Arrivando addirittura a proporre di “sospendere il progetto Spar per l’accoglienza dei richiedenti asilo per il triennio 2014-16, fino alla nuova assegnazione del servizio con corretta procedura”.

Un’interpellanza che, come testimonia la presenza dei rappresentanti di FdI di Vigarano, Masi Torello, Argenta, Ostellato e Tresigallo, non verrà depositata solo nel consiglio di Ferrara, ma in tutti i Comuni dove è presente il partito di Giorgia Meloni. Segno che, secondo il portavoce ferrarese Paolo Spath, il problema degli affidamenti diretti investe tutto il territorio, visto che “Camelot gestisce i progetti di accoglienza in tutta la provincia”. Ma il ‘peccato originale’ è quello del Comune di Ferrara, che per FdI “ha di fatto regalato per anni milioni di euro alle cooperative a lui vicine, senza appalti pubblici per la gestione dell’accoglienza degli immigrati clandestini. È vergognoso”. A questo si aggiunge poi un “problema di trasparenza”, dal momento che “l’assessore Sapigni ha deciso deliberatamente di tacere la notifica dell’Anac che obbligava il Comune (o meglio lo ‘invitava’, ndr) a revocare le assegnazioni dirette a Camelot, e durante l’ultima commissione di luglio, quando ho chiesto chiarimenti sul bando, non ha citato per nulla la questione. Il sindaco Tagliani afferma di non voler chiedere le sue dimissioni, ma noi le pretendiamo”.

Secondo il vigaranese Antonio Raho “quello che è accaduto a Ferrara è una cosa gravissima, nonostante i tentativi di Tagliani e Vitellio di minimizzare la questione. Nel momento in cui l’autorità anticorruzione interviene in maniera così pesante in un tema come l’affidamento di soldi pubblici, la situazione è molto preoccupante. Negarlo significherebbe considerare una banalità l’intervento di un ente come l’Anac”. Secondo Raho la prassi dell’affidamento diretto potrebbe rappresentare anche un “danno erariale”, dal momento che “se non c’è gara pubblica, non c’è ribasso negli importi del servizio”. Tecnicamente – secondo la nostra lettura – sarebbe più corretto parlare di ‘mancato risparmio’, dal momento che non si configurano comunque spese aggiuntive rispetto ai fondi stanziati dal ministero, ma il senso della critica politica rimane chiaro.

Ai problemi di opacità si aggiunge poi un altro tema: l’effettivo disequilibrio a livello di curriculum e di risorse tra Camelot e le altre cooperative sociali ferraresi, che allo stato attuale non sarebbero oggettivamente in grado di gestire un servizio da milioni di euro come lo Sprar. Come si può uscire da questo impasse? Secondo Spath la situazione attuale “è la conseguenza del monopolio che è stato creato nel momento in cui l’amministrazione ha deciso di far crescere solo una cooperativa. Se venisse data anche ad altri soggetti la possibilità di svilupparsi, la situazione potrebbe cambiare”. Una strada che secondo i rappresentanti di FdI deve essere presa il prima possibile, per evitare rischi ancora peggiori, e non per nulla il pensiero dell’argentano Cesare Gaiani va alla vicenda ‘simbolo’ dei rapporti tra politica e cooperative: “La pluralità e la concorrenza sono importantissime perché poi, nel caso la coop principale dovesse fallire o avere dei problemi, non rimarrebbe più nessuno sul territorio in grado di eseguire certi servizi. Esattamente come è successo con il fallimento della Coopcostruttori”.

 

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