Proprio mentre si trova nell’occhio del ciclone per la revoca dell’affidamento diretto dei servizi Sprar, a causa delle contestazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), la cooperativa Camelot si aggiudica il più importante servizio di accoglienza ai migranti previsto nei prossimi mesi: quel bando di accoglienza dell’Asp da 400 posti, per un importo di circa 1,5 milioni di euro, che sollevò un coro di polemiche dalle opposizioni, con tanto di esposto all’Anac da parte della Lega Nord.
Le due vicende – è bene tener presente – sono piuttosto diverse: l’affidamento diretto appena revocato era relativo a un bando ministeriale aggiudicato dal Comune di Ferrara, e assegnato mediante affidamento diretto a Camelot. Il problema sollevato dall’Anac stava nell’assenza di una gara pubblica prima dell’affidamento. Discorso diverso per il bando da 400 posti: in questo caso è l’azienda comunale Asp ad aver pubblicato un bando per l’accoglienza, definendone i parametri e i requisiti di accesso. Nessun affidamento diretto, quindi: Camelot forma un’associazione temporanea di impresa con le principali cooperative sociali ferraresi (Accoglienza onlus, Amici della Caritas di Ferrara-Comacchio, cooperativa Ballarò, Filippo Franceschi, Istituto Don Calabria, Matteo 25, Nadiya, Viale K, Vivere qui e Agriturismo Spagnolina) e si candida alla gara pubblicata sul sito dell’Asp.
La ati con Camelot a capofila si rivelerà l’unica partecipante al bando e, di conseguenza, l’inevitabile vincitrice. Troppo stringenti i requisiti richiesti dall’Asp, in particolare quello relativo al ‘background’ del candidato, che nell’ultimo triennio deve aver gestito servizi di accoglienza analoghi per importi di almeno un milione di euro all’anno. Inutile specificare che l’unico servizio del genere presente in provincia è proprio lo Sprar che Camelot effettua complessivamente da otto anni, oggetto delle recenti contestazioni (relative al 2014-15) dell’Anac.
Scontato quindi che, con un’offerta pari alla base d’asta (25 euro al giorno per immigrato), l’associazione di imprese si aggiudicasse tutto il piatto, pari a circa 1.530.000 euro, per gestire il servizio per cinque mesi, fino alla fine dell’anno. Un accordo che potrà essere rinnovato allo stesso importo due volte, per un totale di altri dieci mesi. Scontato ma comunque non troppo visibile, dal momento che in nessun sito istituzionale compare ancora la notizia, anticipata in mattinata da La Nuova Ferrara: né sull’albo pretorio del Comune, né nella sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito Asp. Dall’amministrazione comunale, contattata da Estense.com, giunge conferma della veridicità del fatto, che risalirebbe addirittura al 31 luglio.