Nonostante l’afa del primo pomeriggio, le bandiere di Cgil Cisl e Uil sventolano sotto il Volto del Cavallo. I sindacalisti sono scesi in piazza alle 15 di ieri, mercoledì, per difendere la non autosufficienza. Il presidio, organizzato in occasione della riunione della commissione consiliare sulla sanità, è stato indetto per ribadire la propria posizione di dissenso al taglio di 35 posti letto nelle residenze anziani accreditate, con ripercussioni anche a livello occupazionale, e alla riduzione del 20% dell’erogazione degli assegni di cura, strumento fondamentale per l’assistenza domiciliare.
“Quale politica sociale vogliamo per il nostro futuro?” si legge a caratteri cubitali sui volantini consegnati ai passanti, per la verità pochissimi visto l’orario da bollino rosso. A rispondere e a rendere ancora più calda la protesta è il segretario generale provinciale della Cgil, Raffale Atti: “Questa politica di tagli alla residenzialità e alla domiciliarità non è la strada giusta da percorrere. A fronte di una importante domanda di assistenza, invece di pensare ad una possibile riorganizzazione dei servizi che non metta in difficoltà le famiglie, si applica una politica di tagli. Queste scelte politiche sono inaccettabili e vengono intraprese in maniera poco chiara e senza coinvolgere le organizzazioni sindacali”.
La preoccupazione di Cgil Cisl Uil, infatti, non riguarda solo il ridimensionamento dei servizi sociosanitari ma anche la “poca chiarezza” su come questo ridimensionamento sia stato messo in pratica. “In un incontro col distretto centro nord avvenuto a dicembre – racconta Atti – ci era stato assicurato che, anche con l’esaurimento dei residui e il calo delle risorse, non ci saremmo trovati di fronte a un taglio strutturale. Le motivazioni non ci convincono, quindi, e la situazione non ci sembra chiara dal punto di vista dei fondi”.
“Nonostante non abbiamo ancora trovato un tavolo di confronto – critica il segretario provinciale della Cgil – confermiamo la nostra disponibilità ad organizzare un incontro con il distretto centro nord e l’Asl per discutere insieme della distribuzione delle risorse del fondo regionale per la non autosufficienza”.
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