“Forte investimento nel rapporto tra pubblico e privato e tra cultura e turismo: il decreto Franceschini ha mostrato la strada giusta da intraprendere per rafforzare la cultura come fattore strategico per lo sviluppo”. Ad omaggiare il decreto del ministro ferrarese, assente questa mattina alla Camera di Commercio di Ferrara per motivi istituzionali, è la sottosegretaria di Stato all’economia e alle finanze Paola De Micheli durante la 13esima Giornata dell’Economia, dedicata quest’anno al patrimonio culturale in tutte le sue declinazioni.
La sottosegretaria, in toccata e fuga all’ente di Largo Castello per un successivo impegno all’Expo, ha introdotto i lavori della giornata “portando buone notizie – come lei stessa le definisce – sul tema del terremoto”. “Il consiglio dei ministri ha approvato ieri un decreto sugli enti locali molto atteso – annuncia De Micheli – che contiene la riorganizzazione dei mutui, la ridistribuzione dei fondi di solidarietà e nuove norme sul sisma, tra cui l’esclusione dei rimborsi assicurativi per tutti i Comuni del cratere, la proroga della esenzione delle imposte sugli immobili inagibili fino al 2016 e una norma sulle imprese agroalimentari colpite dal sisma che equipara la possibilità di finanziamento ai prodotti in maturazione e non più solo scorte”
“La crescita c’è e noi dobbiamo consolidarla – dichiara De Micheli -: dietro c’è un piano di provvedimenti nazionali per rendere stabile questa crescita di ricchezza e delle forze di lavoro con norme orizzontali (ovvero le politiche di lavoro come il Jobs Act che è in fase di attuazione e sta già dando i primi benefici) e norme verticali (cioè le politiche di settore dove si inserisce il decreto Franceschini con importanti interventi di natura fiscale per rafforzare il rapporto tra pubblico-privato e tra cultura-turismo). Sono questi i due settori sui quali investire nei prossimi due anni per rendere stabile la crescita – conclude la sottosegretaria -: la cultura è una delle filiere più produttive di questo Paese per avere un futuro stabilizzato e per tornare ad essere una grande potenza economica”.
Il patrimonio culturale viene quindi visto come un fattore strategico “non solo per i valori economici dell’indotto turistico – specifica il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni – ma anche come un sistema in grado di alimentare un tessuto produttivo vitale e molto ampio con tantissime interdipendenze settoriali”. Tutti elementi di una filiera che “produce vasti impatti sul tessuto produttivo territoriale” presentati da Govoni che snocciola i dati nel panorama economico locale: “Il sistema produttivo culturale ferrarese muove il 3,7% del valore aggiunto provinciale, equivalente a più di 293 milioni di euro, grazie all’apporto di 2mila imprese (2.002 per l’esattezza) che impiegano oltre 5mila addetti”. Dai dati a livello locale si è passati poi ad una riflessione più ampia sulla cultura come elemento trascinante dell’economia del territorio.
“Riflettere sul tema della cultura in una città come questa è più che mai opportuno – interviene Tiziano Tagliani nella doppia veste di sindaco e presidente della Provincia -, una città d’arte e di cultura stanca di una situazione di ‘respirazione assistita’ da parte del mondo istituzionale e politico”. Dopo la solita frecciatina al governo “sulle penalità del Patto di Stabilità che impedisce di fare investimenti” e sulla “richiesta di riduzione della pressione fiscale”, Tagliani si è concentrato sulla cultura come “elemento fondamentale di innovazione per far crescere l’impresa e per essere competitivi sul mercato”. Anche se non siamo nella top ten. “Nella ricerca di Unioncamere – prosegue Tagliani, riferendosi al rapporto 2015 “Io sono cultura” che analizza e evidenzia il peso che le industrie culturali e creative e l’insieme delle attività collegate hanno nell’economia e nella società italiane – Ferrara non è tra le prime dieci. Ma non c’è neanche Firenze, Venezia e Torino: abbiamo bisogno di metterci d’accordo sui punti di forza invece di dibattere sulle criticità”.
Il sindaco invece di focalizzarsi sulle criticità della città, quindi, invita l’amministrazione, il sistema imprenditoriale, il mondo delle associazioni e l’Università di Ferrara “a fare squadra per un disegno strategico unitario”. “Solo costruendo un’alleanza forte – sottolinea il primo cittadino – sarà possibile cogliere l’occasione del progetto “Ducato Estense” e intercettare i fondi europei 2015-2021. La sfida se vogliamo parlare di cultura e turismo, quindi, è mettere insieme queste ricchezze e imparare da chi è migliore di noi – chiosa Tagliani -; anche se siamo gli eredi del ducato estense non siamo professori ma studenti, ci serve un bagno di umiltà e voglia di apprendere”.
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