Cronaca
7 Giugno 2015
Sala gremita per dare l'ultimo saluto al compianto allenatore biancazzurro. "Ha lasciato un'impronta incancellabile"

Gibì: più in alto di dove hai portato il calcio, solo in paradiso

di Elisa Fornasini | 3 min

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“Negli ultimi anni di gloria il tuo nome ha scritto la storia” e “più in alto di dove hai portato il Lame, solo in paradiso”. Sono due striscioni, a firma curva Ovest e Vicenza Ultras, ad accogliere questa mattina i presenti sul sagrato della parrocchia di Chiesuol del Fosso per il funerale del compianto Gibì Fabbri. Partecipanti così numerosi che la messa non si è svolta in chiesa ma nell’adiacente tensostruttura, gremita di parenti, amici, colleghi ed ex giocatori per dare l’estremo saluto al grande allenatore biancazzurro che ha lasciato un ricordo indelebile dentro e fuori i campi da calcio, dentro e fuori la città. In trasferta infatti le tifoserie di Vicenza e Bologna, che si sono unite a quella della Spal per onorare la memoria del simbolo della Ferrara del calcio.

I cori da stadio sono sommessi, le bandiere e le sciarpe non sventolano in aria ma cingono la bara di Gibì. “Siamo qui per ringraziare il Signore che ci ha donato Giovan Battista per 89 anni – afferma Don Umberto Poli durante l’omelia -. Non faccio la radiografia della sua vita sportiva perché è sotto gli occhi di tutti (davanti al parroco è stata allestita una mostra fotografica che ripercorre i successi dello storico allenatore, ndr) ma voglio ricordare l’uomo che tutte le domeniche era a messa, l’uomo che con il suo humour dava serenità a tutti quelli che gli stavano accanto, l’uomo che ha lasciato un’impronta incancellabile a Ferrara. Dall’alto lui ci guarda e ci vede: vede i suoi tre figli, i parenti, gli amici, i giocatori che trattava come se fossero figli suoi. Era un papà che seguiva e rimproverava la sua squadra ma la domenica, quando si scendeva in campo, tutto tornava sereno”.

“Il maestro era davvero unico nel fare gruppo, nel creare quell’atmosfera che permetteva di andare in campo con il sorriso sempre sulla bocca” ricordano gli ex giocatori di quegli anni indimenticabili, tra cui figuravano, tra gli altri, Roberto Labardi, Andrea Mangoni, Massimo Mezzini e Cristian Servidei. Oltre alle ‘glorie’ biancazzurre, all’amarcord hanno partecipato anche i dirigenti e giocatori dell’attuale società spallina, tra cui il presidente Walter Mattioli, il direttore sportivo Davide Vignati e il difensore Tommaso Silvestri. Per dare l’ultimo saluto al grande e moderno allenatore, hanno lasciato le panchine anche Edy Reja e Gigi Delneri. Non ha potuto fare lo stesso Paolo Rossi, che avrebbe voluto essere presente ma che era già in volo per Berlino, dove questa sera seguirà la finale di Champions League. Una partita che Gibì non si sarebbe sicuramente voluto perdere.

Aneddoti sportivi e personali, che poi nella vita di Fabbri erano una cosa sola, si intrecciano fuori e dentro la parrocchia. Parole commosse e sorrisi smorzati per ricordare il suo operato in campo, il suo spirito fuori dal campo, la sua tranquillità che faceva gol nel cuore di tutti quelli che ha incontrato durante la sua corsa. Parte poi il corteo per il cimitero di Poggetto di San Pietro in Casale, dove si trova la tomba di famiglia. Partono anche i cori da stadio. Gli ultimi. Per una partita che non si gioca più a Ferrara ma molto, molto, più in alto.

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