“Come sai seguo (purtroppo) poco, ma ci deve essere qualcosa che non mi torna… mi pare ci siamo lamentele sul Patto di Stabilità, ma l’ultima legge di Stabilità lo abbatte del 60% per i Comuni… Mi pare ci siano lamentele sugli investimenti, ma l’ultima legge di Stabilità ha fatto il programma ‘mutui gratis per i Comuni’ (per i mutui contratti nel 2015, gli interessi li paga lo Stato per 5 anni)… se vuoi vado avanti”.
Luigi Marattin, ex assessore al Bilancio del Comune di Ferrara (e fustigatore del Governo centrale per le sue politiche sugli enti locali) risponde su Facebook a una provocazione di Francesco Fersini (ex candidato sindaco alle ultime elezioni con la lista Insieme in Comune) che gli chiedeva un’opinione su quanto detto dal sindaco in sede di presentazione del bilancio consuntivo 2014, ma, indirettamente, ‘bacchetta’ anche il primo cittadino di Ferrara.
Tagliani, in sostanza, lamentava di non poter spendere la maggior parte degli utili effettivi realizzati dal Comune durante lo scorso anno. Tutto per via della legge di Stabilità e delle nuove regole contabili. Il dito non era puntato esclusivamente verso la compagine di Renzi, ma la critica velata verso il premier consisteva in sostanza di non aver fatto molto per aiutare la capacità di spesa dei Comuni, penalizzati dalle nuove regole.
Secondo Marattin il discorso è però ben più complesso: “Non intervengo sulla specifica situazione di Ferrara, non compete più a me e, oltretutto, essa è nelle ottime mani del sindaco Tagliani e dell’assessore Vaccari – premette il consigliere economico di Renzi, contattato da Estense.com -, ma qualche informazione in più va data: è giusto segnalare che il Governo che ha fatto delle cose per i Comuni”.
Uno dei punti cruciali di Tagliani era quello relativo agli accantonamenti per le entrate non garantite: 5,5 milioni che secondo l’Amministrazione ridurrebbero l’utile ‘spendibile’ a soli 770mila euro. Proprio su questo punto si concentra l’analisi di Marattin che offre una spiegazione dettagliata.
“Quest’anno è assolutamente normale che molti enti sperimentino quelli che a prima vista sembrerebbero avanzi di amministrazione molto cospicui – spiega Marattin -. Quelli che quest’anno sono classificati come avanzo – chiarisce l’ex assessore – in realtà gli anni scorsi erano classificati come residui. Si tratta quindi solo di un’operazione di pulizia contabile. Virtuosa, oltretutto, perché impedisce di mettere a bilancio soldi che poi non vengono incassati o spesi. Il cittadino può essere portato a credere che siano “tesoretti” pronti a essere spesi e che qualcuno sadicamente tiene bloccati. Non è così. Quest’anno entrano in vigore regole contabili che, finalmente, avvicinano il bilancio di un Comune a quello di un’azienda, impedendogli di mettere a bilancio, ad esempio, entrate che poi non si realizzano durante l’anno (e che hanno portato al dissesto molti enti). In virtù di queste nuove regole – prosegue l’ex assessore – gli avanzi enormi che si registrano nei consuntivi 2014 sono o soldi già impegnati ma non ancora materialmente pagati (ed è la voce spesso più consistente), oppure fondi accantonati per prevenire incassi mancati, in modo che poi l’eventuale non-incasso non provochi brutte sorprese durante l’anno. Se invece la somma viene incassata regolarmente, allora il Comune è libero di spendere le risorse accantonate”.
Qualche chiarimento arriva anche riguardo al blocco degli investimenti comunali: “Vale la pena di ricordare che nell’ultima legge di Stabilità sono stati previsti i seguenti interventi per quanto riguarda gli investimenti dei Comuni: riduzione del 60% del vincolo del Patto di Stabilità interno (per tutti i Comuni italiani, compreso Ferrara); programma “mutui gratis” per quanto riguarda i mutui che i Comuni accendono nel corso del 2015 per fare investimenti pubblici, gli interessi li paga lo Stato per cinque anni”. Ci sono poi altre due misure degne di nota: “Aumento del 25% dei limiti di indebitamento (rapporto tra interessi passivi ed entrate correnti sale dal 8 al 10%) e per la prima volta dal 1941 – rimarca Marattin – le spese per il mantenimento degli uffici giudiziari passano allo Stato, dal 1 settembre di quest’anno. Si tratta – conclude il consigliere economico del premier -di misure che vanno nella direzione di espandere (e non diminuire) le capacità di investimento dei Comuni”.