Comacchio. I 13 milioni di euro spesi per “rifare” l’ospedale San Camillo di Comacchio, inaugurato poi nel 2010, sono serviti a tre cose: mantenere l’efficienza degli impianti, rinnovare arredi e attrezzature e, soprattutto, far fronte ai danni causati alle strutture dalla brezza marina. Tutto poi, per declassarlo a Casa della salute negli anni seguenti.
È quanto si apprende dalla risposta consegnata dall’assessore regionale alla Sanità Sergio Venutri ad Alan Fabbri che aveva proposto un’interrogazione. “I 13 milioni investiti nell’ospedale di Comacchio vanificati dalla trasformazione in casa della salute? Colpa della ‘salsedine’ marina. Non è uno scherzo, ma la risposta ‘surreale’ che l’assessore Venturi ha dato alla mia interrogazione – afferma il capogruppo leghista -. Spero che anche Bonaccini richiami il proprio assessore alla ‘decenza’, non abbiamo alcuna intenzione di essere presi in giro”.
“Un insulto all’intelligenza umana”, commenta ancora Fabbri, che torna a chiedere le “cacciata” dell’assessore, già chiesta all’indomani della scelta di Venturi di tenersi uno stipendio maggiorato, quello da dirigente dell’Ausl di Modena.
“Relativamente agli interventi strutturali – si legge infatti nella risposta di Venturi – va precisato che la vicinanza al mare dell’immobile aveva creato, in particolare sulle facciate, situazioni di deterioramento”. Venturi poi ammette che con quei 13 milioni “sono stati finanziati anche arredi e attrezzature”
“Sì, attrezzature all’avanguardia per reparti poi abbandonati”, replica Fabbri. “Dopo questo teatrino tragicomico ci aspettiamo una presa di distanza del presidente Bonaccini, e seri provvedimenti. Venturi è pagato, con soldi pubblici, 8.584 euro al mese (più 4.500 tra indennità di funzione e rimborsi) – comprensivi del ‘rinforzino’ da dirigente, che ha voluto mantenere –, non si deve permettere di dileggiare cittadini e pazienti. Dopo questo affronto andremo avanti con ancora maggior forza nella nostra battaglia politica contro i tagli ai presidi ospedalieri”. Il capogruppo leghista torna quindi a chiedere “una commissione d’inchiesta che faccia luce sugli investimenti vanificati al San Camillo e sugli scandali che hanno investito la sanità emiliano romagnola. La misura è colma e l’ultima goccia l’ha versata Venturi. Gli rinnoviamo il nostro invito ad andarsene: è indegno di quel ruolo e irrispettoso dei cittadini”.