“Tutti i fenomeni del ‘ci pensiamo noi’ adesso devono dirci cosa stanno facendo, non ci bastano più le parole”. Natale Vitali della Fp-Cgil non usa toni accomodanti per sottolineare la situazione in cui sono stati infilati di dipendenti della Provincia che oggi – non tantissimi, circa un centinaio – si sono riuniti davanti alla Prefettura per un presidio.
“La situazione si è aggravata – spiega Vitali -. Oggi è una data simbolica perché si sarebbe dovuto riunire l’osservatorio nazionale per l’applicazione della legge 56 (la riforma Delrio, ndr) per lo studio e l’analisi dei nuovi assetti istituzionali e invece è saltato. È una cosa gravissima – commenta ancora il rappresentante della Fp-Cgil -, non fa altro che aumentare la preoccupazione perché il processo della legge 56 viene smantellato dalla legge finanziaria che ha messo a rischio i posti di lavoro, e se si può fare un discorso del genere nel pubblico allora il rischio è che crolli tutto il sistema, si apre una voragine infinita”.
Più pacato Francesco Bertelli della Cisl-Fp: “Il presidio di oggi è stato organizzato per sollecitare la politica perché definisca al più presto per colmare gli aspetti non contenuti nella legge Delrio”.
Nell’attesa che da Roma e poi da Bologna giungano novità positive, nella Provincia di Ferrara i dipendenti parzialmente a rischio sono circa 200 anche se esiste già un accordo e alcune azioni concrete per la mobilità dei lavoratori verso i Comuni, “manca però un accordo sindacale, finora si tratta solo di mobilità volontarie”, specifica Bertelli.
Una delegazione di lavoratori e sindacalisti è stata ricevuta poco prima delle 13 dal prefetto al quale è stato consegnato un documento elaborato unitariamente dai Cgil,Cisl e Uil contenente alcune richieste, come il rinvio dei tagli alla dotazione organica al momento in cui verrà concluso l’iter di riordino delle funzioni da parte delle Regioni con il conseguente trasferimento delle funzioni, oppure l’eliminazione delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità per il 2014 e che si proceda alla ricollocazione e riqualificazione del personale.
“Noi non molleremo fino alla fine – afferma Vitali -. Auspico che ci sia un ripensamento o un maggior senso di responsabilità in chi è chiamato a intervenire, per che le risposte non possono più essere ‘ci guarderemo’. Da oggi – conclude il sindacalista – cambia anche il nostro atteggiamento, le parole non bastano più: le norme si cambiano con altre norme”.
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