Cronaca
11 Dicembre 2014
Vitali (Fp-Cgil): "Verifiche alle coop fatte chiamando sei giorni prima"

Esternalizzazioni, dubbi su controlli e conti

di Daniele Oppo | 7 min

Leggi anche

Occupano abusivamente una casa. Scattano denunce per cinque senzatetto

Stavano occupando abusivamente un edificio di proprietà di una donna che lo aveva ereditato, quando i carabinieri li hanno scoperti e denunciati. Protagonisti della vicenda cinque persone, tre uomini e due donne tra i 20 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora, che ora dovranno rispondere di invasione di edifici e terreni

sindacatiIl sindaco Tiziano Tagliani – che ha accettato di incontrare il comitato “Bambini fuori dal Comune” il prossimo 16 dicembre – ha giocato d’anticipo facendo dietrofront sull’esistenza di un accordo con i sindacati per non esternalizzare oltre il 40% degli asili e dei nidi d’infanzia comunali. Presenza, peraltro, aleggiata più volte durante la sua relazione in Consiglio comunale per la presentazione del bilancio preventivo dell’Istituzione scuola. Ma gli stessi sindacati, che avevano convocato una conferenza stampa proprio per smentire tale affermazione, hanno ben altre critiche in serbo per il primo cittadino e si accende la questione sui controlli alle coop.

L’accordo che non esiste. “Non esiste nessun accordo che individua la soglia del 40% – rimarca Cristiano Zagatti, segretario provinciale della Fp-Cigl -. Anzi, nel 2012 firmammo un documento relativo alle scuole di Boara e Pontelagoscuro in cui l’amministrazione si impegnava a non esternalizzare più nel corso della passata legislatura e con la speranza che si potesse cominciare a ragionare su come mettere a valore il sistema attuale”.  “Il nostro impegno – aggiunge Claudia Canella, segretaria generale della Cisl-Fp – era quello di andare a verificare i problemi sull’effettiva qualità delle scuole esternalizzate”. Chiusa la parentesi accordo si arriva a questioni più sostanziali: “Ieri – prosegue Zagatti – è stato approvato un bilancio preventivo dell’Istituzione scuola che ci ha lasciati un po’ spaesati dato che ci incontreremo il 19, speriamo segua la stessa sorta di quello comunale, ovvero che verrà rivisto a febbraio/marzo dopo l’approvazione della legge di stabilità”. Perché i sindacati hanno non pochi dubbi sia sul reale risparmio economico che sul livello qualitativo: “Emergono delle criticità rispetto alle esperienze già avviate – dice Zagatti -, in particolare rispetto alla stabilità dei lavoratori che non è così garantita”.

I controlli ‘concordati’. L’attacco più duro arriva sulla questione controlli: “Non abbiamo uno straccio di nulla su questo – attacca Natale Vitali della Fp-Cgil-. Alcuni lavoratori ci hanno detto che i controlli vengono fatti chiamando sei giorni prima e si fa riferimento al coordinatore della struttura, dunque hanno tutto il tempo di organizzarsi: il controllore è il controllato. Abbiamo chiesto i dati – prosegue – ma non ce li hanno mai dati”. Versione, quella sui controlli ‘concordati’ parzialmente confermata da Vecchi: “Il coordinatore è il nostro referente come da capitolato d’appalto e i sopralluoghi e i controlli che effettuiamo sono di vario tipo, per alcuni concordiamo le date. D’altronde – prosegue Vecchi – fa parte del nostro rapporto di collaborazione con i gestori di tutte le scuole e non abbiamo intenzione di fare un controllo poliziesco. Però – precisa il direttore dell’Istituzione – facciamo tutte le verifiche fiscali e verifichiamo continuamente che il personale sia sufficiente, controllando che tutto torni fattura per fattura, mese per mese”

Il contratto dei lavoratori. Vitali va dritto al sodo anche in merito ai contratti degli educatori delle esternalizzate: “Il personale viene assunto dal privato per dieci mesi e non in pianta stabile, inoltre per il sostegno si fanno delle chiamate che possiamo definire a cottimo dato che se il bambino quel giorno non va a scuola il lavoratore non viene pagato, mentre nella gestione diretta va a supporto degli altri”. E ancora, Vitali sottolinea che “le insegnanti delle cooperative delle materne (fascia da 3 a 6 anni) vengono assunte come educatore senza titolo, qualifica che non è riconosciuta dal provveditorato agli studi o dal comune per il concorso, quindi una questione di qualità c’è”. Sul punto Mauro Vecchi, direttore dell’Istituzione scuola, raggiunto al telefono da Estense.com afferma invece che “a quanto mi risulta le cooperative assumono a tempo indeterminato ma con tempo parziale, noi chiediamo prestazioni da settembre a giugno e paghiamo quelle, poi non so se vengano inseriti in altre attività della cooperativa”. Sulle educatrici di sostegno Vecchi spiega poi che “si tratta di un appalto diverso e specifico: normalmente se il bambino si ammala il lavoratore viene messo a casa, noi abbiamo cercato di prevedere che rimanga almeno per altri sei giorni, ma se la malattia è lunga il contratto viene interrotto. È vero – ammette – che qui c’è un elemento di precarietà e per questo stiamo cercando di studiare una soluzione per ridurla almeno un po’, ma bisogna giustificare tutti gli interventi perché è sempre una spesa di soldi pubblici”.

I conti dei sindacati /1. Nell’incontro tra sindacati e Istituzione scuola del 19 dicembre però i sindacati cercheranno di avere ragguagli anche su un altro punto fondamentale, quello dei risparmi paventati dall’amministrazione. “Ieri il sindaco ha detto si risparmierà esternalizzando il servizio perché non verranno pagate più le malattie ad esempio, ma come fa a risparmiare se poi tiene tutto il personale? – chiede Vitali -. Fra due anni ci diranno che il costo dell’Istituzione è aumentato”. Si arriva così ai conti, sui quai i sindacati presenteranno un documento nel quale si evidenzia, con i dati a disposizione al momento, l’assenza di un reale risparmio. Viene presa come punto di riferimento la materna Jovine – 52 bambini in 2 sezioni con 4 docenti – perché nella stessa situazione della scuola di Boara al tempo dell’esternalizzazione, con una premessa: “A consuntivo per la scuola di Boara ci hanno detto di aver risparmiato 20mila euro – afferma Vitali -, per la Jovine ci hanno invece parlato di 68mila euro, i conti non tornano”. Secondo il documento il costo complessivo dei quattro docenti “comunali” è di 120mila euro (30mila a testa, comprensivo di irap, contributi, ecc). Ci sarebbero poi dei costi incomprimibili: oltre 126mila euro per appalti e servizi vari, circa 1500 euro per l’acquisto di beni e quasi 20mila euro di spese generali che sommate arrivano a 147.788 euro.Ipotizzando il costo dell’appalto in 233.058 euro rimarrebbero così a disposizione per il personale 85.270 euro. Ora, sempre secondo i conti dei sindacati, un dipendente di categoria D (la più bassa) costa alla coop sociale 25.272 euro l’anno, “tenendo conto che solitamente il personale viene assunto per 10/11 mesi – scrivono i sindacati – il costo varia da 19.440 a 21.384 euro (di base, ndr) per cui si potrebbe definire una media di 20mila euro e ci troveremmo di fronte al fatto che il gestore del servizio avrebbe a disposizione per eventuali sostituzioni la cifra di 5.270 euro”. Ma, osservano ancora i sindacati, “se con questa cifra deve pagare formazione, coordinamento pedagogico si evince chiaramente che l’ipotesi risulta essere insostenibile per qualunque soggetto gestore”. Stessa storia se si dovesse applicare un Ccnl differente, ad esempio l’Agidae scuola: in questo caso il costo per i quattro docenti sarebbe di 89mila euro, non coperti dunque con gli 85mila a disposizione.

I conti dei sindacati /2. Ma le organizzazioni confederali hanno scelto di guardare il problema anche da un’altra prospettiva, ovvero che il Comune richieda un servizio di 5760 ore (36 ore per 4 docenti per 40 settimane). In questo caso “si dovrebbe calcolare il costo orario tenendo conto della tabella fornita dalla Direzione territoriale del lavoro che per una categoria D1 prevede un costo orario di 22,44 euro (compresa Iva al 4%)”. Il costo complessivo diverrebbe così 129.272 euro. Sottraendo tale cifra dal costo preventivato dell’appalto di 233.058 euro, rimarrebbero a disposizione 103.785 euro, con i costi incomprimibili fissati però a quota 147.788 che porterebbero a un saldo negativo di oltre 44mila euro. E anche se il gestore decidesse di investire parte del suo margine di 49.272 euro – ricavato dalla differenza tra il costo per il personale (129.272 euro) e il suo costo effettivo (stimato in 80mila euro) – gli rimarrebbero a disposizione 5mila euro per il fare formazione, coordinamento pedagogico, sostituzioni, ecc.

Le incongruenze sui risparmi. Il documento dei sindacati riscontra una incongruenza anche nei risparmi preventivati dall’Istituzione scuola: “Per la materna Jovine – scrivono – si preventivano 68.621 euro di risparmio nel caso di esternalizzazione, ma dall’analisi dei costi, se consideriamo i 267.788 euro del costo a gestione diretta contro i 233.058 euro del costo a gestione indiretta, possiamo notare un risparmio di 34.728 euro.

Il 19 i nodi dovrebbero venire al pettine: “Vogliamo confrontarci con loro e vedere quello che ci dicono – afferma in chiusura Vitali -. Non abbiamo posizioni ideologiche e infatti non abbiamo chiesto di non esternalizzare ma di verificare se c’è davvero la convenienza che dicono e a quali condizioni”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com