Comacchio
9 Dicembre 2014
L'ex grillino comacchiese Provasi attacca a tutto campo dopo l'incontro a Parma da Pizzarotti

“Nel M5S tanti hanno perso l’orientamento”

di Daniele Oppo | 5 min

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provasi 2Comacchio. “A Parma abbiamo fatto un piccolo passo per tornare a quel che eravamo anni fa ma in tanti hanno perso l’orientamento, a partire dallo staff del blog”. Sergio Provasi, assessore al Turismo di Comacchio, espulso con tutta l’amministrazione dal M5S, domenica ha partecipato al raduno organizzato a Parma dal sindaco Federico Pizzarotti e ne ha per tutti, dai parlamentari ai membri ferraresi del Movimento.

La sua è una posizione particolare, quella di uno che crede ancora nello spirito originario del Movimento 5 Stelle dal quale è però stato espulso (insieme a tutta l’amministrazione, dopo la partecipazione del sindaco Marco Fabbri alle elezioni per le nuove Province) e di cui non condivide alcune logiche interne. Eppure, quando parla del Movimento, usa ancora il “noi”.

A Parma, in un intervento di pochi minuti, ha rivendicato alcuni risultati dell’amministrazione comacchiese: il ritorno alle Fiere internazionali, il referendum a quorum zero, il referendum per cambiare Provincia, l’accordo con Provincia e Regione per la sicurezza idraulica “prima che succedessero le cose, riuscendo a impegnare parte delle cifre che dovevano andare nell’Idrovia per il regime idraulico”. “Tutte queste cose vanno perse – ha affermato rivolto alla platea – perché, ricordatevelo, non siamo noi che abbiamo perso voi, ma voi che avete perso i nostri risultati”. E per lui gli applausi sono stati tanti.

“Nessuno ha parlato di scissione, sono solo teorie dei media, invece è stata una mattina bellissima – commenta al telefono con Estense.com -, la sala era piena e ho visto poche persone alzarsi dalla sedia. Ci siamo incontrati tra persone che fanno o facevano parte del Movimento, parlando dei problemi e delle possibilità, delle cose concrete e delle difficoltà a capire cosa fanno gli altri gruppi, a dimostrazione che incontrarsi faccia a faccia è diverso dal commentare qualche post in un blog”. “Sembrava un incontro tra fratelli, anche se non ci siamo mai conosciuti prima. È evidente – prosegue Provasi –  che esiste un problema di consapevolezza di quello che fanno gli altri, di quello che si può fare insieme e dei risultati che si possono ottenere”. Proprio sui risultati l’assessore comacchiese batte il chiodo: “Abbiamo fatto tante cose e ci piacerebbe che da queste si prendesse spunto: i pochi Comuni che amministriamo dovrebbero essere salvaguardati, serve più fiducia nei nostri amministratori perché lavorano sotto gli occhi di tutti e vedi quello che fanno e non fanno, ciò che ottengono e non ottengono”.

Qui scatta la prima di tante stoccate critiche di Provasi: “Il problema è che chi non ha raggiunto risultati critica chi invece li ha raggiunti, se si ascoltassero un po’ di più gli amministratori forse le cose andrebbero molto meglio. Potrebbero capire che si gestiscono delle situazioni in cui non si ha il controllo delle cose al cento percento, in cui ci sono vincoli e cambiamenti fatti da altri, come nel caso della riforma Delrio sulle Province.  Qui a Comacchio non è mai venuto nessuno a vedere se la giunta Fabbri stesse o meno seguendo il programma elettorale, ma hanno deciso comunque di espellerci con un post scriptum sul blog perché abbiamo fatto un accordo con il Pd e tutti gli amministratori del territorio”. Qui parte l’attacco al gruppo M5S di Ferrara “che ha chiesto la nostra espulsione perché non era d’accordo sull’accordo, quando poteva semplicemente non votare, come poi ha fatto”. Ma la critica non si esaurisce qui: “Sono stato alla presentazione top-secret della candidatura di Ilaria Morghen, ho offerto il nostro aiuto dato che un po’ di esperienza l’avevamo accumulata, ma non ci hanno considerati, sono arrivati alla campagna elettorale senza guardarsi attorno. Alle regionali – prosegue Provasi – hanno blindato il loro candidato, Alessandro Cantale (che su Facebook ha attaccato Pizzarotti accusandolo di voler apparire, ricevendo a sua volta critiche, ndr), che non so neppure che faccia abbia, convinti di portarlo a Bologna, senza prendere in minima considerazione le persone e i punti programmatici che gli altri avevano segnalato, affidandosi invece a Massimo Bugani, consigliere comunale di Bologna vicinissimo a Grillo”. E ancora: “Quello di Ferrara è un gruppo autoreferenziale, l’unico risultato che hanno raggiunto in consiglio comunale è far approvare una mozione sulle slot machine che avevamo già portato avanti noi e che il Tar ci ha poi bocciato: se ci avessero consultati magari avremmo potuto anche dargli qualche consiglio”. “Poi – chiude il capitolo – hanno pure chiesto la nostra espulsione senza essere mai venuti a Comacchio, l’unica è stata la Morghen, invitata da noi per la sua campagna elettorale”.

Demarcato il confine con gli “ex colleghi” ferraresi, l’assessore comacchiese attacca i parlamentari: “Cosa hanno ottenuto finora? Poco o nulla. Quando hai la possibilità di governare devi farlo per poter finalmente cambiare le cose, perché il Movimento è nato per questo, non per fare il brand dell’opposizione”. Immediata da qui anche una considerazione sull’apertura di Bersani (quasi) subito dopo le elezioni: “Quando hai il 26% dei voti e ti propongono un accordo per governare devi accettare per poter fare insieme le cose giuste, abbiamo perso un’occasione”.

Ma Provasi non risparmia critiche neppure alla gestione delle elezioni regionali: “Abbiamo fatto una specie di X-Factor in cui ognuno poteva candidarsi con poche preferenze, racimolando magari i voti di famiglie numerose. Una procedura che andava bene anni fa quando ancora dovevamo organizzarci, ma ora ha poco senso, eppure questo non si può dire, bisogna dire che va tutto bene. Per non parlare della Gibertoni (candidata presidente) che ha pendente un ricorso al Tar per andare a Bruxelles dopo la partecipazione alle europee: cosa farà in caso di vittoria? Rimarrà in Regione o andrà in Europa? Mi sembra una cosa da vecchia politica e nessuno le ha mai chiesto alcunché su questo all’interno del Movimento”.

Il discorso poi ritorna sulla giornata di Parma e sulla gestione del dissenso all’interno del M5S: “Avrei voluto che ci fossero anche quelli che erano contro l’idea di Pizzarotti, l’ingresso d’altronde non era ad invito. Ci sono cose che vanno cambiate, che non funzionano, non è possibile rispondere ogni volta con un ‘allora vai via’, se si accenna a dei problemi. Il dissenso esiste ovunque, l’importante è che si sia d’accordo sui capisaldi e che si raggiungano dei risultati, con le espulsioni invece si torna sempre indietro, non si cresce mai”. Quello di Parma, afferma Provasi, “è stato un piccolo passo per tornare a quello che eravamo anni fa ma con in più un bagaglio di competenze e risultati. Invece in molti hanno perso l’orientamento e i primi sono quelli dello staff che nessuno conosce”.

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