Economia e Lavoro
1 Dicembre 2014
Sciopero dei dipendenti Iss Italia, vincitrice dell'appalto per la pulizia e manutenzione dei mezzi pubblici

Depositi Tper, buste paga in ritardo di settimane

di Ruggero Veronese | 4 min

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unnamed (53)Parlano di stipendi consegnati tutti i mesi con settimane di ritardo, a causa di generiche e non meglio definiti “problemi di liquidità” dell’azienda. Una situazione che andrebbe avanti almeno dal 2012, tanto che ormai sindacati e dipendenti, dopo “numerose e infruttuose richieste di incontro con la ditta”, hanno indetto un giorno di sciopero per cercare di muovere anche l’opinione pubblica. Il tutto avviene nei depositi degli autobus Tper di Ferrara e Comacchio, dove lavorano una ventina di addetti alla manutenzione e alla pulizia dei mezzi e dove oggi pomeriggio è stato organizzato un presidio illustrando i problemi legati alla consegna dei propri stipendi.

L’azienda per il trasporto pubblico regionale ha affidato le opere di pulizia e manutenzione dei mezzi alla società Iss Italia, di Padova, vincitrice dell’appalto nell’agosto del 2009. Dopo pochi anni, accusano i sindacati, cominciano i problemi: a metà del 2012 gli stipendi cominciano ad arrivare dopo qualche settimana di attesa e oggi le buste paga – secondo i dati di Cgil, Cisl e Uil – accumulano in media ritardi attorno ai 30 giorni. Una situazione giudicata “difficilmente sostenibile” per i lavoratori Iss, in gran parte con contratti part-time, che oltre al fatto in sé non sembrano particolarmente entusiasti neanche del comportamento mostrato dall’azienda. “Abbiamo cercato di trovare un accordo con la società – affermano Giorgio Lombardi della Filcams-Cgil, Eva Paganini della Fisascat-Cisl e Riccardo Bosi della Uil Trasporti -, ma sempre senza successo. In maggio abbiamo chiesto una riunione con la dirigenza ma non ci hanno voluti incontrare. A parte impegni verbali, ad oggi non si è ancora mosso nulla”.

Ma da cosa dipendono questi ritardi delle buste paga? Secondo i dipendenti in sciopero, i vertici di Iss Italia si sarebbero giustificati attraverso “ritardi nei pagamenti da parte di Tper”. Una questione che tira quindi in ballo anche la stessa azienda per il trasporto pubblico, visto che “il committente – continua Lombardi – è responsabile in solido del rispetto dei contratti nell’appalto”. Ma anche i dirigenti Tper, secondo i manifestanti, al momento fanno orecchie da mercante: “Avevamo un incontro fissato per il 3 dicembre – affermano i lavoratori – ma l’azienda lo ha annullato dopo aver saputo dello sciopero”.

Durante il presidio i lavoratori hanno continuato a svolgere i servizi indispensabili per la circolazione dei mezzi pubblici (principalmente il rifornimento degli autobus), e hanno chiesto a un altro mezzo della Iss Italia in arrivo nella sede Tper di allontanarsi per non interferire con lo sciopero. “Abbiamo fatto notare che stavamo partecipando a uno sciopero – afferma un lavoratore -, e molto gentilmente se ne sono andati”. Meno ‘gentile’, secondo lavoratori e sindacati, è il comportamento dei vertici della Iss Italia, che secondo quanto riferito dagli scioperanti tenderebbero a premiare i lavoratori che ‘boicottano’ la mobilitazione, scegliendoli per i turni di straordinario retribuiti a parte oltre al normale stipendio e ostacolando i ‘dissidenti’ “anche per la semplice calendarizzazione delle ferie”. Riguardo al motivo principale dello sciopero, il ritardo nel pagamento degli stipendi, l’azienda ha già preso posizione qualche giorno fa, quando all’annuncio dello sciopero dichiarò che “lo stipendio non è mai stato pagato con oltre un mese di ritardo ma solo di alcuni giorni, e comunque agli operai veniva corrisposto ad iniziativa dell’azienda un anticipo corrispondente a circa metà della busta paga proprio per andare incontro alle loro esigenze”.

La versione dell’azienda. Del tutto diversa la versione di Iss Italia, che attraverso una lettera inviata a Estense.com parla di “sciopero flop” e lancia un giudizio non fa sconti a sindacati: “Ancora una volta hanno fatto girare notizie false e tendenziose – affermano i responsabili dell’azienda – È vero che ci sono stati ritardi nel pagamento degli stipendi ma solo di alcuni giorni e non di oltre un mese. Nell’agosto 2009, i lavoratori, rappresentati da Cgil, Cisl e Uil con i quali veniva sottoscritto un accordo, firmavano i contratti individuali nei quali era previsto il pagamento dei salari il 27 di ogni mese. Recentemente, senza alcuna motivazione, chiedevano il pagamento degli stipendi entro il 15 di ogni mese, non onorando quindi gli accordi del 2009. L’azienda per andare incontro alle esigenze dei lavoratori decideva di pagare verso il 15 di ogni mese un acconto pari a circa della meta’ di quanto dovuto mentre il saldo veniva erogato alla fine del mese”.

“Ciò nonostante – continua l’azienda – i sindacati insistevano per il pagamento entro il 15 del mese, in contrasto con quanto avevano sottoscritto nell’accordo che era intervenuto contestualmente al subentro della scrivente avvenuto nel 2009. Il rifiuto alla sottoscrizione di un nuovo accordo sarebbe stato causa dell’astensione dal lavoro. E così è stato, senza purtroppo rispettare le dovute “procedure di raffreddamento” previste dalla normativa vigente. Risultato: 5 lavoratori su 15 hanno partecipato alla sciopero, dei quali tre erano rappresentanti sindacali. Ogni ulteriore commento sembra inutile per dimostrare l’inconsistenza e la strumentalità’ delle ragioni adotte da Cgil, Cisl e Uil. In merito a quanto da Voi riportato relativamente a quanto appreso da alcuni manifestanti che lamentano comportamenti discriminatori nei confronti degli scioperanti e a favore di coloro che non hanno partecipato allo sciopero, la scrivente smentisce calorosamente qualsiasi discriminazione, poiché tutto ciò non corrisponde assolutamente al vero e provvederà a tutelarsi presso gli organi giudiziari competenti riservandosi di chiedere i danni patrimoniali e non patrimoniali  nei confronti dei responsabili”.
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