Non c’è pace per la Galleria Matteotti, che dopo la conclusione dei lavori di restauro finisce ancora una volta nell’occhio del ciclone. Dopo l’interpellanza di Forza Italia sugli allagamenti e sui presunti problemi di ordine pubblico dovuti ai ragazzi che frequentano i portici di piazza Trento Trieste, dopo le lamentele dei negozianti per il detergente che fuoriusciva dai tombini, negli ultimi due giorni la pioggia ha nuovamente trasformato la galleria in un ‘campo saponato’ in cui era quasi impossibile avventurarsi senza incespicare o, nel peggior dei casi, capitombolare in terra.
Una situazione a cui i negozianti assistono quasi con rassegnazione dalle vetrine dei negozi: “Cosa volete che vi dica? – allarga le braccia un commesso – ieri ho visto tre persone finire in terra, oggi altre quattro tra cui due ciclisti. Quando piove è impossibile camminare qua sotto”. È solo uno dei tanti racconti di chi frequenta quotidianamente la galleria, che parlano di numerosi episodi – a volte quasi comici, altre ben più dolorosi – di persone ‘lanciate’ di buon passo lungo il marciapiede e che finiscono a gambe all’aria non appena toccano le lastre di ‘gres porcellanato’ installate un anno fa. E nemmeno i giovanissimi frequentanti della galleria – dopo aver assistito alle cadute dei passanti – si offrono per una dimostrazione pratica dell'”effetto scivolo” offerto dalle piastrelle: “Mica mi voglio rompere l’osso del collo”, tagliano corto prima di tornare alle proprie chiacchiere.
Non stupisce infatti che a metà pomeriggio i portici di fronte a piazza Trento Trieste fossero semivuoti e i pochi passanti si aggirassero quasi radenti ai muri: la voce ormai cominciava a spargersi e le persone hanno cominciato a girare ‘al largo’ per via San Romano o corso Porta Reno. Probabilmente non il risultato in cui sperava l’amministrazione comunale, che nell’estate 2013 presentava il progetto di riqualificazione della galleria, dal costo di 373mila euro, con pavimentazioni di gres porcellanato costituite da marmi e graniti di fabbrica, dei colori Rosa Portogallo e Pietra di Cordoba per richiamare le tonalità della vicina cattedrale. “I nuovi materiali – spiegava nel dettaglio l’ingegnere Dalpasso – manterranno inalterate nel tempo le proprie caratteristiche iniziali avendo un’elevata resistenza all’usura, al gelo e alle macchie e comunque riproducendo fedelmente materiali pregiati come marmi, pietre e graniti”. L’effetto ‘grip antiscivolo’, con ogni probabilità, non era incluso.
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