Cronaca
7 Novembre 2014
Prima udienza per l'omicidio colposo di Ennio Accorsi, deceduto dopo lo scontro con un'auto rubata e ferma sulla carreggiata

Morte in autostrada, anche il Ministero tra i responsabili civili

di Ruggero Veronese | 2 min

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Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

incidente-generica-a13Morì sulla ‘superstrada’ Ferrara-Portogaribaldi in un incidente dalla dinamica assurda, dopo essersi scontrato con la propria moto contro un’automobile rubata e ferma sulla corsia di marcia. Si è aperto ieri, 6 novembre, il processo per la morte del 57enne mirabellese Ennio Accorsi, che vede imputati per omicidio colposo i due agenti della polizia stradale Marco Barbieri e Gabriele Carlini, il funzionario della Società Autostrade Giovanni De Luca, e Sergio Bonora, l’uomo che aveva spinto e poi abbandonato il mezzo fermo lungo la strada, che dovrà rispondere anche dell’accusa di ricettazione. A processo per favoreggiamento anche un secondo dipendente della Società Autostrade, Mirko Nanni, che secondo la procura avvertì il collega De Luca delle indagini in corso a suo carico.

Il tagico incidente avvenne il 20 agosto 2012, nel tratto tra via Bologna e via Ravenna, dove Accorsi si era appena immesso con la sua moto diretto verso Portogaribaldi. Il motociclista non si accorse dell’automobile ferma sulla Superstrada e dopo averla urtata venne sbalzato sulla corsia di sorpasso, per poi essere travolto da una macchina di passaggio. Un incidente che secondo la procura si sarebbe potuto evitare se chi di dovere si fosse mosso in tempo dopo le segnalazioni degli automobilisti. Per almeno un’ora infatti diversi viaggiatori avevano avvertito la polizia stradale e la Società Autostrade di una persona intenta a spingere un’automobile lungo la corsia di marcia, ma nessuno si occupò in tempo della sua rimozione. Fino al drammatico incidente in cui perse la vita Accorsi.

Ieri nel tribunale di Ferrara si è aperto il processo, dopo il rinvio a giudizio dei cinque imputati, che ha visto i parenti della vittima costituirsi parte civile attraverso l’avvocato Giampaolo Remondi. La fase del dibattimento vero e proprio comincerà il prossimo marzo, ma già durante l’udienza filtro i parenti di Accorsi hanno raccolto una piccola vittoria, dal momento che il tribunale ha deciso di chiamare anche il Ministero dei Trasporti come responsabile civile nel processo, per eventuali risarcimenti economici al termine del processo. Il Ministero si va così ad affiancare agli altri responsabili civili costituiti in sede di udienza preliminare: la Società Autostrade e il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, chiamata in causa dal momento che l’automobile che causò l’incidente non era assicurata.

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